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Anco Marzio
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Al latino Tullo Ostilio successe il sabino Anco
Marzio, nipote del precedente Re sabino Numa Pompilio. Anco
Marzio riassunse in se le caratteristiche dei suoi due predecessori: la
religiosità del nonno e la bellicosità di Tullo
Ostilio.
Questa sintesi si espresse nel concetto di “guerra giusta”:
prima di dichiarare guerra ad un’altra città bisognava che un sacerdote ne
visitasse il territorio scambiando opinioni a riguardo con chiunque
incontrasse. Poi dopo essersi consultato con gli dei, lui stesso decideva
sulla legittimità della guerra.
Di guerre Anco Marzio ne fece parecchie, conquistando tutto il
territorio tra Roma ed il Tirreno (tra cui centri come Politorium,
Tellenae, Medullia, Ficana) e deportando gli abitanti di quelle zone
sull’Aventino. Il Re sabino dimostrò un grande interesse per il mare ed
infatti fornì Roma di un importante sbocco sul Tirreno, costruendo un
porto sulla foce del Tevere, “ostium”, dove oggi si trova la moderna
Ostia.
E proprio in quella zona sorsero grandi saline. Il sale prodotto in
grandi quantità veniva commercializzato nelle regioni interne, attraverso
il Tevere oppure attraverso la via Salaria che derivò il suo nome proprio
dai traffici di sale.
Roma quindi prendeva confidenza con il mare e con la navigazione;
questo aumentò inevitabilmente le relazioni, tanto amichevoli quanto
burrascose, con gli etruschi.
Proprio per rendere più semplici le comunicazioni con alcune città
etrusche, tra cui Cere, Anco Marzio fece costruire un ponte sul Tevere,
il Sublicio, posizionato a sud dell’isola Tiberina.
Questo ponte favorì anche le comunicazioni con il monte Gianicolo
dove sorgevano già alcuni templi.
Anco Marzio morì dopo aver regnato per 25 anni.
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