Anco Marzio
(riferimento cronologico: 640 - 615 a.C.)

Al latino Tullo Ostilio successe il sabino Anco Marzio, nipote del precedente Re sabino Numa Pompilio. Anco Marzio riassunse in se le caratteristiche dei suoi due predecessori: la religiosità del nonno e la bellicosità di Tullo Ostilio.

Questa sintesi si espresse nel concetto di “guerra giusta”: prima di dichiarare guerra ad un’altra città bisognava che un sacerdote ne visitasse il territorio scambiando opinioni a riguardo con chiunque incontrasse. Poi dopo essersi consultato con gli dei, lui stesso decideva sulla legittimità della guerra.

Di guerre Anco Marzio ne fece parecchie, conquistando tutto il territorio tra Roma ed il Tirreno (tra cui centri come Politorium, Tellenae, Medullia, Ficana) e deportando gli abitanti di quelle zone sull’Aventino. Il Re sabino dimostrò un grande interesse per il mare ed infatti fornì Roma di un importante sbocco sul Tirreno, costruendo un porto sulla foce del Tevere, “ostium”, dove oggi si trova la moderna Ostia.

E proprio in quella zona sorsero grandi saline. Il sale prodotto in grandi quantità veniva commercializzato nelle regioni interne, attraverso il Tevere oppure attraverso la via Salaria che derivò il suo nome proprio dai traffici di sale.

Roma quindi prendeva confidenza con il mare e con la navigazione; questo aumentò inevitabilmente le relazioni, tanto amichevoli quanto burrascose, con gli etruschi.

Proprio per rendere più semplici le comunicazioni con alcune città etrusche, tra cui Cere, Anco Marzio fece costruire un ponte sul Tevere, il Sublicio, posizionato a sud dell’isola Tiberina.

Questo ponte favorì anche le comunicazioni con il monte Gianicolo dove sorgevano già alcuni templi.

Anco Marzio morì dopo aver regnato per 25 anni.