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Veduta del Giardino Farnese
(Libro V) (Pianta D3) (VI giorno) (Vista D7)
In questa pagina: Tavola di Giuseppe Vasi Com'è oggi
La
Farnesina
La Tavola (No. 88)
Il fiume scorre in un passaggio molto stretto. Il punto di vista di Vasi
è il retro di Palazzo
Farnese e da lì mostra gli altri possedimenti dei Farnese a Roma.
Proprio al di là del fiume c'è La Farnesina
e dietro di essa sul Gianicolo un'altra villa (Casino) dei
Farnese. La vista è presa dal punto degnato in verde nella pianta del 1748, sotto.
Nella descrizione relativa alla pianta Vasi faceva riferimento a: 1)
Palazzino Farnese (La Farnesina); 2) Altre costruzioni nel giardino; 3) Palazzo Corsini; 4) Casino Farnese al
Gianicolo. 3) e 4) sono trattati in dettaglio in altre pagine.
  
Oggi
Il ridisegnamento del percorso del fiume dentro Roma richiese il sacrificio
della maggior parte dei giardini e la vista è necessariamente più vicina agli
edifici.
La Farnesina
The Villa fu eretta nel 1506 per Agostino Chigi, ricchissimo banchiere
di Siena, da Baldassarre Peruzzi. I soffitti sono dipinti da Raffaello,
Giulio Romano, Peruzzi stesso, Sodoma e da loro allievi. Agostino Chigi
aveva fatto una tale fortuna come banchiere dei papi che poteva permettersi di gettare nel fiume
le stoviglie d'oro usate durante il pranzo (anche se c'è il sospetto che ci fossero
delle reti in acqua per recuperarle). In 1580 la Villa fu cmprata dai
Farnese e acquistò il nome attuale, essendo più piccola di Palazzo Farnese.
Vicino alla Farnesina c'è Palazzo Corsini.
Sotto un esempio delle decorazioni dei giardini.
Brano scelto dall'Itinerario di Giuseppe
Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
Palazzino
e giardino FarneseSulle sponde del Tevere, ove si crede
essere stati gli orti di Geta, si vede il delizioso giardino col
magnifico casino eretto dal famoso banchiere Agostino Ghigi per dare
un lauto pranzo a Leone X. con molti Cardinali. Contiene questo nel
pianterreno tre gallerie con alcune camere di riposo; nella prima
dipinse Raffaella da Urbino il convito degli Dei, con altre favole
ajutato da Giulio Romano, Gaudenzio Milanese, e Raffaellino del
Colla; i fiori però e frutta intorno alla volta con alcuni animali
sono opere di Gio. da Udine. Baldassare Peruzzi, che fu l'architetto
della fabbrica, dipinse nella volta della seconda galleria il carro
di Diana, e l'istoria di Medusa, con alcuni stucchi finti, ma tanto
simili al vero, che Tiziano a prima vista credette che fossero di
rilievo, come realmente sembrano a tutti. Si osserva in una lunetta
una gran testa fatta di chiaro e scuro, quale si dice essere stata
fatta dal Buonarroti per riprendere la maniera minuta di quelle
pitture. Sotto il cornicione poi si vede la celebre Galatea dipinta
di mano di Raffaelle da Urbino. In queste due gallerie sono in oggi
buona parte delle statue e busti che stavano nelle stanze del
palazzo Farnese; e ultimamente vi è stata ancora portata la celebre
statua di Agrippina, madre di Nerone, che stava negli orti
Farnesiani di campo vaccino, come già dicemmo. Nell'appartamento
superiore evvi una stanza dipinta da Giulio Romano, ripulita
ultimamente coll' assistenza di Carlo Maratta, ed altre pitture
sonovi di figure, e di architettura; ma perchè hanno patito, non
meritano considerazione: onde passeremo a vedere il vicino
Palazzo di
Agostino GhigiMedesimamente col disegno di Baldassare
Peruzzi fu eretto il palazzo, che siegue al piccolo Farnese: ma
perchè lasciato in abbandono, retta ora in stato quasi da rovinare,
e serve ad uso di fenile.
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Prossima tappa nell'itinerario del VI giorno: Porta S. Spirito
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