|
Monastero de Monaci Cisterciensi (Libro VII) (II giorno)
In questa pagina:
Come in altri casi l'obiettivo di Vasi non è esattamente quello
menzionato nel titolo della tavola. I suoi obiettivi reali sono l'Arco di
Gallieno e le rovine dette Trofei di
Mario. La vista è presa dal punto segnato in verde nella piantina del
1748, sotto. Nella descrizione relativa alla tavola Vasi faceva
riferimento a: 1) SS. Vito e Modesto; 2) Arco di Gallieno; 3) Trofei di
Mario; 4) Monastero delle Viperesche.
![]() ![]()
I monasteri non sono più qui, né si possono vedere le rovine sullo sfondo, ma l'emozione di scoprire un arco Romano nella stretta strada è lo stesso.
L'Arco fu eretto nel 262 in onore dell'Imperatore Gallieno, le cui virtù sono ancora ricordate nell'iscrizione sopra l'arco. Esso si trova nel posto dell'antica Porta Esquilina sulle Mura Serviane; con il restringimento della città durante il Medio Evo l'arco fu di nuovo usato come porta.
L'ingresso alla chiesa fu riorientato nel XIX secolo e una facciata nuova fu costruita
su Via Carlo Alberto. In tempi recenti la chiesa è stata riportata alla sua orientazione
originaria con la costruzione di una specie di facciata medievale. La chiesa è costruita
in parte sulle Mura Serviane.
Il Monastero di S. Antonio Abate divenne dapprima un ospedale nel tardo XIX secolo
e quindi, negli anni '30, Seminario per il rito Ruzzo Bizantino (ecco perché oggi
è chiamato Russicum). I vari cambiamenti, compreso il livello della strada, non hanno
alterato la bellezza del portale Romanico del 1269.
S. Antonio Abate è il patrono degli animali da soma, così una volta all'anno
cavalli e asini venivano portati nella piazza di fronte alla chiesa per essere
benediti. La cerimonia è brevemente descritta daJ. W. Goethe nel suo
Italienische Reise (18 gennaio, 1787).
Prossima tavola nel Libro VII: Convento dei Padri di S.
Bernardo |