Digressione di Giuseppe Vasi - Marino

"HIC TIBI TUTA QUIES ET QUAE CUPIT OTIA VIRTUS DEFICIETQ(UE) NIHIL SI MENS NON DEFICIT AEQUA"
L'iscrizione del 1596 che saluta i viaggiatori dalla perduta porta principale di Marino afferma che "qui troverete la quiete e il riposo che la virtù merita e niente manca a coloro che hanno una mente equilibrata". Ecco ciò che Marino offriva a coloro che volevano scappare dal caldo di Roma per gustare il suo buon vino.

Iscrizione all'entrata di Marino; 
            porta che immette ai giardini Colonna; 
            Palazzo Colonna
Iscrizione all'entrata di Marino; porta che immette ai giardini Colonna; Palazzo Colonna

La strada principale conduce alla sommità della città e al palazzo, dove una colonna isolata dentro una nicchia rivelava al visitatore  che stata visitando un palazzo Colonna. 

Marino era uno dei pochi feudi che i Colonna non avevano venduto alle famiglie emergenti della Roma del '600 (Borghese, Barberini, Pamphilj, Chigi).

Fontana dei Mori e particolare della Cattedrale
Fontana dei Mori e particolare della chiesa principale

La fontana principale celebra quella che fu allo stesso tempo la grande conquista della famiglia e l'inizio del suo declino economico. I quattro mori (che ritraggono prigionieri Turchi, sia uomini che donne) legati alla colonna sono un riferimento alla battaglia navale di Lepanto del 1571, nella quale le flotte alleate di Spagna, Venezia e degli Stati Pontifici sconfissero i Turchi. Conduceva la flotta papale Marcantonio Colonna, che in realtà pagò per il suo  allestimento ed equipaggiamento: il suo contributo alla vittoria gli procurò gloria e a ricordo dell'evento fu aggiunta allo stemma di famiglia una sirena (e delle sirene sostengono la vasca della fontana e una sirena è ritratta nella decorazione della chiesa principale di Marino). L'aspetto meno positivo dell'evento fu quello economico: la vittoria di Lepanto non procurò nessuna reale conquista e Marcantonio Colonna e i suoi successori dovettero rimediare alle spese sostenute per garantire alla famiglia l'onore di aver combattuto per la difesa della Fede.
La fontana è anche nota come Fontana del Vino dato che fa zampillare vino (ma solo in certe occasioni: c'è un'altra Fontana del Vino in Genzano).


Chiesa principale
S. Barnaba

Nonostante le difficoltà economiche i Colonna fecero di tutto per dare a Marino una chiesa imponente, progettata da Antonio del Grande in 1650.

S. Maria del Rosario
S. Maria del Rosario

Subito fuori Marino un cupo convento femminile Domenicano con le sue finestrelle dà l'idea di una prigione (che in qualche modo era). Vi è un'interessante chiesa del '700 di Giuseppe Sardi con un ingresso elaborato, che attualmente patisce un poco per l'eccessivo contrasto tra il suo biancore e l'aspetto scuro del resto dell'edificio.

Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:


Marino castello de' Colonnesi
Fuori della medesima porta s. Giovanni, prendendo la strada a destra, che a drittura guida al regno di Napoli, si trova dopo 14. miglia questo castello già detto Mariano o Mareno. Prese egli un tal nome da Cajo Marino, perché fabbricato sopra la sua villa, o pure da Lucio Murena, che vi ebbe la famosa sua delizia. Fu ancora detto Ferentino, celebre dopo la destruzione di Albalunga, per il concorso de' popoli Latini, che vi andavano a consultare i loro affari: perciò molto grande e magnifico dovette essere, vedendosi per quelle contrade varie rovine maravigliose.
Evvi ora di ammirabile un quadro del Guercino da Cento rappresentante s. Bartolommeo Apost. posto nella chiesa Collegiata, ed altro in quella della ss. Trinità, dipinto da Guido Reni.

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