Digressione di Giuseppe Vasi - Marino
"HIC TIBI TUTA QUIES ET QUAE CUPIT OTIA VIRTUS DEFICIETQ(UE)
NIHIL SI MENS NON DEFICIT AEQUA"
Iscrizione all'entrata di Marino; porta che immette ai giardini Colonna; Palazzo Colonna La strada principale conduce alla sommità della città e al palazzo, dove una colonna isolata dentro una nicchia rivelava al visitatore che stata visitando un palazzo Colonna. Marino era uno
dei pochi feudi che i Colonna non avevano venduto alle famiglie emergenti
della Roma del '600 (Borghese, Barberini,
Pamphilj, Chigi).
Fontana dei Mori e particolare della chiesa principale La fontana principale celebra quella che fu allo stesso tempo la grande conquista della famiglia e l'inizio del suo declino economico. I quattro mori (che ritraggono prigionieri Turchi, sia uomini che donne) legati alla colonna sono un riferimento alla battaglia navale di Lepanto del 1571, nella quale le flotte alleate di Spagna, Venezia e degli Stati Pontifici sconfissero i Turchi. Conduceva la flotta papale Marcantonio Colonna, che in realtà pagò per il suo allestimento ed equipaggiamento: il suo contributo alla vittoria gli procurò gloria e a ricordo dell'evento fu aggiunta allo stemma di famiglia una sirena (e delle sirene sostengono la vasca della fontana e una sirena è ritratta nella decorazione della chiesa principale di Marino). L'aspetto meno positivo dell'evento fu quello economico: la vittoria di Lepanto non procurò nessuna reale conquista e Marcantonio Colonna e i suoi successori dovettero rimediare alle spese sostenute per garantire alla famiglia l'onore di aver combattuto per la difesa della Fede. La fontana è anche nota come Fontana del Vino dato che fa zampillare vino (ma solo in certe occasioni: c'è un'altra Fontana del Vino in Genzano).
S. Barnaba Nonostante le difficoltà economiche i Colonna fecero di tutto per dare a Marino una chiesa imponente, progettata da Antonio del Grande in 1650.
S. Maria del Rosario Subito fuori Marino un cupo convento femminile Domenicano con le sue finestrelle dà l'idea di una prigione (che in qualche modo era). Vi è un'interessante chiesa del '700 di Giuseppe Sardi con un ingresso elaborato, che attualmente patisce un poco per l'eccessivo contrasto tra il suo biancore e l'aspetto scuro del resto dell'edificio. Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
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