Digressione di Giuseppe Vasi - GenzanoGenzano era una piccola cittadina sulla cima di un colle che domina il
lago di Nemi quando fu acquistata nel 1564 dalla famiglia Cesarini (in
seguito unita agli Sforza). Gli Sforza Cesarini riprogettarono Genzano
seguendo il modello del Tridente di Piazza del Popolo a Roma, con larghe strade che
uniscono i suoi monumenti principali.
Fontana del Vino All'entrata di Genzano tre strade partono da una piazza rotonda: portano a S. Maria della Cima, la chiesa principale di Genzano, al palazzo dei Cesarini Sforza e alla chiesa dei Cappuccini, tutte collocate ad un'altitudine maggiore. In mancanza di un obelisco Romano il punto iniziale delle tre strade è segnato da una fontana con un'alta colonna decorata con tralci di vite e perciò chiamata Fontana del Vino e che in realtà fa zampillare vino una volta l'anno. E' un'opera del 1776 di Virginio Bracci, figlio di Pietro Bracci, uno dei più celebrati scultori Romani della prima metà del secolo XVII.
Fontane gemelle nella strada principale Virgino Bracci progettò anche due fontane sulla strada che porta a S. Maria della Cima, chiamate Fontane Clementine dai grandi stemmi di Clemente XIII e Clemente XIV sulla loro cima.
S. Maria della Cima, SS. Annunziata e particolare di una casa La cattedrale di Genzano è situata in cima al cratere che contiene il Lago di Nemi. Una chiesa medievale fu probabilmente costruita sopra un tempio Romano che dominava il lago. L'edificio attuale ha un'orientazione differente (verso la Via Appia) e fu progettato nel 1636 da Giovanni Antonio De Rossi. SS. Annunziata è un'altra chiesa storica di Genzano. La sua facciata del 1786 mostra già elementi Neoclassici.
Preparativi per l'Infiorata La prima Domenica dopo il Corpus Domini la strada che va dalla Fontana del Vino a S. Maria della Cima viene ricoperta di petali di fiori a formare una specie di arazzo. Questa tradizione risale alla fine del XVIII ed è chiamata l' Infiorata.
Palazzo Sforza Cesarini All'inizio i Cesarini vivevano in una sorta di castello che controllava l'accesso alla città. Col tempo l'edificio fu ampliato fino a che nel 1713-30 il duca Gaetano Sforza Cesarini ristrutturò interamente il palazzo di famiglia con l'assistenza degli architetti Ludovico e Domenico Gregorini. La facciata rivela alcuni trucchi usati per conferire al palazzo un aspetto più alto e più largo: gli elementi verticali diventano progressivamente più sottili andando verso l'alto, mentre la distanza orizzontale tra le finestre va diminuendo man mano che ci si allontana dal centro.
Lago di Nemi Le scure acque profonde del lago di Nemi erano chiamate dai Romani Specchio di Diana, perché i boschi che circondano il lago sembravano l'ambiente ideale per la dea della caccia. Nel XV secolo furono ritrovati i resti di due navi Romane e la loro presenza nel lago suggerì che vi si tenessero delle naumachie. Nel 1928 le navi furono scavate e restaurate: gli esperti giunsero alla conclusione che venivano usate durante le cerimonie religiose in onore di Diana, alla quale era dedicato il vicino santuario. Sfortunatamente gli eventi bellici del 1944 causarono la perdita delle navi.
viali del XVII secolo e odierni Genzano era nota in passato per i suoi viali alberati detti olmate (da olmo), sopravvissuti solo parzialmente ai danni della II Guerra Mondiale e alle necessità della vita moderna. Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a questa pagina:
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