|
NOME
La denominazione del rione si riferisce alla Colonna di Marco Aurelio, o
Antonina (tardo II secolo d.C.), ora sita in piazza Colonna.
Il nome medioevale Regio Columne et Sancte Marie in Aquiro si rifaceva
alla suddetta colonna e alla chiesa di S.
Maria in Aquiro, fondata
probabilmente attorno all'anno 400, il cui nome è di incerta etimologia
(la sua forma arcaica era in Cyro). La chiesa esiste ancora,
sebbene la forma ne sia stata rimaneggiata e allargata nel XVI secolo.
|

la Colonna di Marco Aurelio
|
STEMMA
In alcune versioni riporta tre bande variamente orientate su fondo bianco.
Più spesso, al posto delle bande vi è una colonna, il cui fusto con motivi
spiraliformi si riferisce chiaramente a quella di Marco Aurelio.
|
|


|
|
CONFINI
Piazza Mignanelli; via Frattina; piazza S.Lorenzo in Lucina; via di Campo
Marzio; via della Maddalena; via del Pantheon; piazza della Rotonda; via del
Seminario; piazza S.Ignazio; via del Caravita; via del Corso; via delle Muratte;
via di S.Maria in Via; piazza S.Claudio; via del Pozzetto; via del Bufalo;
via del Nazareno; via del Tritone; piazza Barberini; via Veneto; via
S.Isidoro; via degli Artisti; via F.Crispi; via Capo le Case; via dei Due
Macelli.
Pertanto confina a nord con Campo Marzio e le
mura di Roma, a est con Trevi, a sud con
Pigna e ad
ovest con Sant'Eustachio.
Per una pianta dei Rioni clicca QUI.
|

un dettaglio dei rilievi della colonna
|
RIONE COLONNA IN BREVE
Rione Colonna è formato da due aree molto differenti, la prima sulla piana del
Campo Marzio, l'altra su di una zona collinosa vicina alle mura. Nella zona piana
ci sono diversi monumenti: il
tempio di
Nettuno in Piazza di Pietra, la già menzionata Colonna Antonina,
l'Horologium Divi
Augusti, uno gnomone gigantesco che indicava le ore del giorno e i giorni dell'anno
e una Colonna dedicata
all'Imperatore Antonino Pio: monumenti che esistono ancora, almeno in parte.
L'area collinosa era invece occupata principalmente da grandi ville (gli Horti Sallustiani) e questo utilizzo continuò fino al
1885 quando Villa Ludovisi fu venfuta e l'area divenne un quartiere
molto elegante di Roma.
Lo sviluppo di Rione Colonna si deve alle iniziative di Alessandro VII Chigi (1655-67).
Nel 1659 la sua famiglia acquistò il Palazzo Aldobrandini oggi
Chigi e liberò Piazza Colonna di alcune casupole dandole la forma attuale. Nel
1662 il papa allargò Via del Corso demolendo il cosiddetto Arco di
Portogallo. Aveva già abbellito Piazza del Popolo e con questi cambiamenti diede al tratto
di Via del Corso tra Piazza del
Popolo ePiazza Colonna lo stesso prestigio che già aveva il tratto inferiore di Via del
Corso. I suoi successori, costruendo il Palazzo di
Montecitorio dove furono collocati tutti i tribunali, aumentarono l'importanza
di Rione Colonna. Oggi è considerato il centro di Roma, anche perché Palazzo di Montecitorio
ospita la Camera dei Deputati e Palazzo Chigi è la residenza del Presidente del Consiglio.
Decorazione di una finestra vicino a S. Lorenzo in Lucina
portale di Palazzo Guelfi Camajani vicino a Palazzo Ferraioli,
madonnella in Via Mario
dei Fiori,
fontana nel cortile di un palazzo vicino alla Chiesa di S.
Giuseppe
La prevalenza in Rione Colonna di schemi strutturali del XVII e XVIII secolo
è evidente in molti piccoli particolari.
|
ELEMENTI
DI INTERESSE
(i numeri neri fra
parentesi quadre nel testo si riferiscono alla pianta sulla destra)
La forma di Colonna è simile ad un pezzo di un gioco ad
incastro, inserito fra vari altri rioni: ad occidente occupa una parte dei
terreni pianeggianti che furono del Campus Martius
(cfr. Campo Marzio),
mentre sul versante orientale si insinua fra lo stesso Campo Marzio (IV) e Trevi (II),
raggiungendo un lato del colle Pincio, dove le strade si fanno abbastanza
ripide.
|
|
|

le parti superstiti del Tempio di
Adriano
|
Colonna non è mai stato densamente popolato se non a
partire dal tardo XVI secolo, quando un ragguardevole numero di palazzi
vi vennero edificati ad opera delle famiglie più ricche e nobili, soprattutto
lungo via Lata (ora via del Corso).
Le due metà del rione confluiscono non lontano da piazza Colonna [1], dove si erge la famosa
Colonna di Marco Aurelio, simile d'aspetto a quella di Traiano, con scene in
rilievo delle campagne combattute dall'imperatore, che si avvolgono lungo il
fusto verso l'alto fino alla sommità. Alla base della colonna è una splendida
fontana del XVI secolo di Giacomo Della Porta.
|
|
Nella piazza adiacente si trova Palazzo di
Montecitorio [2],
sede del Parlamento. Tale nome forse deriva dal latino Mons Acceptorius,
una piccola collina artificiale creata dagli abitanti della zona in epoca pre-romana
per bonificare il terreno paludoso. Nel corso dei secoli si è appianata,
sebbene la pavimentazione stradale che conduce al palazzo del Parlamento sia
tutt'ora leggermente in pendenza.
Di fronte al Palazzo di Montecitorio è situato l'obelisco egiziano di
Psammetico II (cfr. Obelischi, pagina 1 per
maggiori dettagli).
Non lontano, in piazza di Pietra [3], un intero lato di un edificio del XVII secolo,
che anticamente ospitava gli uffici della dogana, è completamente ricoperto
dai suggestivi resti del Tempio di Adriano (195 dC). Queste undici
colonne sono l'unica parte dell'antica struttura romana ad essere
sopravvissuta, ma grazie alla brillante soluzione di incorporarle nel più
stabile palazzo hanno ora un aspetto assai più vivo che dei semplici
"resti".
|

Palazzo di Montecitorio e
l'obelisco di Psammetico II
|
A
sinistra del tempio un vicolo conduce alla pittoresca piazza di S.Ignazio,
famosa per la sua particolare forma ellittica, dove è sita la chiesa omonima.
Qui passa il confine col Rione IX,
Pigna, a cui S.Ignazio
appartiene, mentre il lato settentrionale della piazza rimane nel territorio di
Colonna. L'edificio del tardo XVIII secolo dirimpetto alla chiesa [4] fu soprannominato burrò,
una corruzione di bureau, in quanto durante l'occupazione francese di
Roma ospitava alcuni uffici governativi (cioè dei bureau), e perché la
forma stessa dell'edificio ricorda un canterano (chiamato anche bureau).
L'espressione burrò è rimasta anche nel nome dei due stretti passaggi
che girano attorno all'edificio.
Nell'angolo del rione dove Colonna si congiunge con
Sant'Eustachio (R.VIII)
e Pigna (R.IX), la
facciata di S.Maria Maddalena [5], stretta e giallastra, domina dall'alto un piccolo
slargo.
|

S.Maria Maddalena
|
La chiesa, il cui nome viene comunemente accorciato in
Maddalena, richiese un secolo e mezzo per essere completata, essendo i lavori
cominciati nel tardo '500 sul sito di una preesistente cappella del
XIV secolo, mentre la facciata in squillante stile rococo (un
barocco tardo e molto ornato) rivela chiaramente la sua origine di molto
successiva, 1735.
La storia di questa chiesa si correla alla vita di Camillo de' Lellis
(1550-1614), un mercenario che dopo essere stato guarito da una ferita decise
di abbandonare le armi e di dedicare la propria vita agli infermi. Divenne
uomo di fede, e per il resto della sua vita operò nell'ospedale che una volta
sorgeva accanto a S.Maria Maddalena, dove egli fu anche sepolto. Fu
proclamato santo poco dopo l'ultimazione della chiesa, e fino al tardo
XIX secolo, nel giorno della sua morte (14 luglio), ai fedeli
veniva erogata una speciale pozione guaritiva, realizzata mescolando in acqua
un po' di polvere presa dalla tomba del santo.
|
Nella
zona opposta del rione vi sono meno siti importanti, essendo stata abitata per
lungo tempo da comunità di stranieri (quelle maggiori erano la francese e la
spagnola).
Verso la fine del XVI secolo venne aperta via Felice [6], l'attuale via Sistina, per
collegare il Pincio al vasto rione dei Monti. Nel corso dei secoli XVIII e
XIX molti pittori e scultori adibirono a studio le soffitte dei locali edifici,
facendo sì che questa parte di Colonna diventasse un quartiere degli artisti.
|
S.Andrea delle Fratte [7] è una chiesa di antiche
origini che una volta apparteneva alla comunità scozzese di questo rione. Il
suo titolo originale era S.Andrea inter Hortos, cioè "fra i
giardini" che si estendevano su questo lato del Pincio; il titolo venne
cambiato a delle Fratte attorno al secolo XVI o XVII, per semplice
adattamento al dialetto romanesco (fratte = "cespugli,
vegetazione spontanea").
La chiesa è rinomata per la curiosa forma del suo campanile, uno dei tanti
disegnati da Francesco Borromini, e perché conserva due statue di angeli di
Bernini, il cui scopo originale era di fungere da decorazione per Ponte
S.Angelo (cfr. Rione V, Ponte); ma papa
Clemente IX si oppose al progetto, e vennero quindi custodite qui.
|

S.Andrea delle Fratte:
il campanile di Borromini
|
I MONUMENTI UNO PER UNO
1777 Pianta del Rione
Colonna
1)
Ingresso a Villa Ludovisi
2)
Casino dell'Aurora
3)
Convento dei Cappuccini
4)
S. Ildefonso e Tommaso di Villanova
5)
Villa Albani
6)
S. Giuseppe a Capo le Case
7)
S. Maria di Costantinopoli
8)
Palazzo De Angelis
9)
Collegio Nazzareno
10)
Palazzo Bernini
11)
Convento di S. Silvestro in Capite
12)
Chiesa di S. Silvestro in Capite
13)
Palazzo Theodoli
14)
Palazzo Chigi
15)
S. Bartolomeo dei Bergamaschi
16)
Piazza di Pietra
17)
Seminario Romano
18)
S. Maria in Aquiro
19)
S. Maria Maddalena
20)
Casa dei Preti della Missione
21)
Palazzo di Fiano
22)
Collegio di Propaganda Fide
Principali monumenti di Rione Colonna
La X rossa segna i principali cambiamenti dal 1777:
a) X tra gli edifici colorati in blue: negli anni
1908-18 l'area dietro Palazzo di Montecitorio fu assai modificataper ampliare il palzzo
e dotarlo dei servizi necessari al suo utilizzo come Camera dei Deputati;
b) due X collegate da una linea: la parte centrale di Via
del Corso fu allargata intorno al 1890 demolendo gli edifici sul lato est;
c) X vicino agli edifici colorati in verde: le due piazze di San
Silvestro in Capite e dei SS. Andrea e Claudio dei Borgognoni (Rione
Trevi) furono unitea formare un'unica grande piazza;
d) estrema destra: intorno al 1880
Villa Ludovisi fu venduta e parcellizzata. Divenne uno dei più elegnti quartieri di
Roma.
Stile Liberty nell'area di Villa
Ludovisi
Lo stesso colore nei monumenti indica che sono trattati nella stessa pagina.