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GIULIO I, santoRomano
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Doveva essere un tipo energico quel romano Giulio consacrato papa il 6 febbraio del 337,
chiamato come fu a recitare un ruolo di primo piano nella difesa della fede ortodossa,
riscattando così l'autorità della sua sede episcopale fino ad allora rimasta in ombra.
Giovò evidentemente la morte di Costantino, avvenuta il 22 maggio del 337,
pochi giorni dopo aver ricevuto il battesimo da un ariano; i suoi tre figli
si divisero l'impero rendendo piuttosto difficile la continuazione di una politica
ecclesiastica imperiale e dando quindi più mano libera alle autorità episcopali
nelle controversie teologiche.
Atanasio, vescovo di Alessandria, esiliato da Costantino si vide reintegrato nella sua carica, ad esaudimento della volontà manifestata da Costantino in punto di morte: il figlio Costantino II da Treviri segnalò la cosa al fratello Costanzo in Oriente, il quale accondiscese nonostante le sue tendenze ariane. Ma gli ariani non si dettero per vinti e presentarono direttamente a Giulio la candidatura di Pisto; Atanasio da parte sua scrisse una serie di lettere al papa e ai vescovi d'Egitto sbandierando i suoi giusti diritti. Insomma, cambiavano i nomi, ma la situazione restava sempre incerta e turbolenta. . Si organizza un concilio ad Alessandria che è favorevole ad Atanasio; interviene però Costanzo che rende nulla la decisione del concilio, manda in esilio Atanasio ed innalza al seggio episcopale Gregorio di Cappadocia. Atanasio si trasferisce a Roma e a questo punto interviene Giulio.
II papa nel 340 convoca a Roma un concilio al quale partecipano cinquanta vescovi e Atanasio
è riabilitato in pieno e definitivamente. Una lettera inviata ai vescovi d'Oriente
rispecchia una posizione ferma e autoritaria e pone in termini chiari il primato della Chiesa
di Roma: "Quando sorgono accuse contro il vescovo di Alessandria e altri vescovi, si deve
prima di tutto, secondo la consuetudine, scrivere a noi affinché qui, con giustizia, si
risolva la controversia".
Come scriverà nel XVII secolo lo storico Louis de Tillemont, la lettera di papa Giulio "è uno dei più bei monumenti dell'antichità. Vi si scorge un genio grande ed elevato, che nello stesso tempo mostra solidità, accortezza e garbo. La verità vi è difesa con un vigore degno del capo dei vescovi" La decisione di Roma resta però pura teoria, perché nella pratica Atanasio ancora non
può tornare ad Alessandria; oltretutto i vescovi ariani organizzano ad Antiochia nel 341
un proprio concilio, che si oppone a quello di Roma, provocano incidenti a Costantinopoli
e tentano di guadagnare alla loro causa l'imperatore Costante. Questi nell'aprile del 342
s'incontra con Atanasio ed è convinto della sua rettitudine; egli ne diventa il protettore
e, in pieno accordo con Giulio, convoca per l'anno dopo un nuovo concilio a Sardica,
l'odierna Sofia. Viene scelta Sardica perché si trova al confine tra gli Imperi d'Oriente
e d'Occidente: una sede neutrale.
Ma soprattutto le regole canoniche elaborate da questo concilio hanno una singolare
importanza
in quanto stabiliscono la giurisdizione suprema della chiesa di Roma, considerata
l'unica sede alla quale si riconosca il diritto di appello nei confronti di decisioni
prese dai concili, con emissione di sentenza definitiva. Perlopiù tali regole non vengono
però subito applicate, nonostante siano ritenute obbligatorie al pari di quella già espresse
a Nicea, e questo perché il clima nel territorio orientale dell'Impero resta quanto mai teso.
Infatti nel 350 Costante viene assassinato da Magnenzio in una chiesa, dove si era rifugiato, e questo in aperta violazione del diritto di asilo. Ma l'usurpatore non ha remore religiose;piuttosto deve guardarsi da Costanzo, che infatti riuscirà ad avere la meglio su di lui nel 353 restando sovrano assoluto. Giulio morì il 12 aprile del 352 e fu sepolto nel cimitero di Calepodio,
sulla via Aurelia, ove aveva
costruito una chiesa; gli si accreditano altre due chiese cimiteriali, quella di
S. Valentino sulla Flaminia e di un'altra sulla via Portuense, nella catacomba
Ad Insalsatos, termine d'incerto significato.
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