13.

ELEUTERIO, santo

dell’Epiro
Papa dal 175 al 189

Nativo di Nicopoli, una città dell'Epiro, e discepolo di Aniceto, lo seguì a Roma, quando questi fu eletto papa. Fu suo diacono particolare e gli fece da segretario nell'incontro che ebbe con Policarpo a proposito della controversia sulla Pasqua.
Eletto papa alla morte di Sotero nel 175, su richiesta di Lucio, re della Britannia, avrebbe inviato come predicatori del Vangelo in quella terra i preti Fugàzio e Damiano; ma la cosa è piuttosto dubbia. Più concreti i rapporti che ebbe con le neonate Chiese di Vienna e di Lione in Gallia, dove però si scatenò la persecuzione di Marco Aurelio nel 177. I martiri di Lione, tra i quali il vescovo S. Fotino e la notissima S. Blandina, narrarono la loro storia in un documento che si sofferma sulla crudeltà delle sofferenze patite dai martiri tra le decapitazioni e la fine in pasto alle belve nell'anfiteatro della città.

Il 177 è un anno tremendo per i cristiani e la causa va ricercata nell'incrementarsi del montanismo e del suo radicale diffondersi non solo in Roma ma in tutte le province dell'impero. I cristiani reagiscono indirizzando ben quattro apologie a Marco Aurelio per sottolineare la loro netta distinzione dai montanisti e riaffermare la lealtà verso l'impero.
Tuttavia anche Roma registra una vittima famosa tra il 177 e il 178: la giovane Cecilia. La leggenda narra che la fanciulla romana, pur avendo acconsentito a sposare il pagano Valeriano, decise di restare vergine. Riuscì a convincere lo sposo a questa condizione del loro matrimonio, tanto che egli stesso si convertì e si fece cristiano anche suo fratello Tiburzio. Scoperti dal prefetto Almachio furono condannati a morte. Cecilia avrebbe dovuto morire soffocata dai vapori dell'acqua bollente in un calidarium che si conserva ancora nella cappella detta appunto del Calidario nella basilica di S. Cecilia in Trastevere; dopo tre giorni di martirio ella ne uscì miracolosamente illesa, e fu allora decapitata.
La basilica fu costruita dal papa S. Pasquale I, proprio là dove esisteva la casa della martire, e di cui sono visibili ancora i resti nei sotterranei della cripta detta «delle reliquie». Cecilia fu sepolta nelle catacombe di S. Callisto, e nel 1599 il cardinal Sfondrati facendo eseguire degli scavi in quelle catacombe ritrovò miracolosamente intatto il corpo della santa. Appariva coricata in modo da non mostrare il viso, con le mani atteggiate ad evidenziare l'una tre dita e l'altra un dito solo; era un modo per manifestare fino all'ultimo il segno della sua fede, ricordando con quel gesto il mistero della SS. Trinità. Così la immortalò Stefano Maderno nella statua giacente che si trova sotto l'altare ove appunto è situato il sepolcro.
Come è noto, Cecilia è ritenuta inoltre, in base ad una notizia mal interpretata secondo la quale ella «cantava nel suo cuore» il giorno delle nozze, patrona della musica e a lei fu intitolata l'Accademia musicale di Roma.

Morto Marco Aurelio, e diventato imperatore suo figlio Commodo, subentrò un periodo di pace per la Chiesa ed Eleuterio poté con più serenità dedicarsi ai problemi interni di organizzazione.
Eusebio di Cesarea afferma infatti che sotto Commodo «la Chiesa godette di pace in tutta la terra e la parola di Dio poté diffondersi». Ciononostante si ebbero ancora dei processi in cui furono coinvolti dei cristiani; il più importante è quello relativo al futuro papa Callisto, liberto del banchiere Carpoforo. Presentatosi nella sinagoga per chiedere il pagamento di alcuni debiti, fu accusato dagli ebrei di disturbare le loro cerimonie. Si ebbe il processo e il prefetto Fusciano fece frustare Callisto e lo condannò ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna per aver turbato l'ordine pubblico. Era il 186.

Circa l'atteggiamento di Eleuterio nei confronti dei montanisti, c'è da segnalare che il suo attendismo nel condannarli si spiega con il fatto che egli accondiscese ad una precisa richiesta in tal senso fattagli dai cristiani chiusi nelle carceri di Lione e portatagli a Roma da S. Ireneo, che fu poi vescovo di Lione in sostituzione di Potino. Ma il tentativo a quanto pare non avrebbe portato a frutti positivi.
Quindi il tergiversare di Eleuterio non va considerato assolutamente come un assenso all'eresia; è un atteggiamento diplomatico, politico, se vogliamo, che prelude piuttosto ad energiche prese di posizione quali si verificheranno di lì a poco.

Eleuterio morì nel 189 e fu sepolto in Vaticano. Come santo è ancora festeggiato il 26 maggio.