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CLEMENTE X
Emilio Altieri

Nato a Roma il 13.VII.1590

Eletto Papa il 29.IV
e consacrato l'11.V.1670
Morto il 22.VII.1676

Il conclave per eleggere il successore di Clemente IX si protrasse quasi cinque mesi; i contrasti tra i cardinali fIlofrancesi e fIlospagnoli furono continui e tali da determinare un intervento diretto degli ambasciatori dei due re. Quello francese pose il veto per il cardinale D'Elce e lo spagnolo per il cardinale Brancaccio. Si finì per eleggere nuovamente un neutrale, il 29 aprile 1670, nella persona del cardinale Emilio Altieri.

Nato a Roma il 13 luglio 1590, già vescovo di Camerino, aveva tenuto a lungo la nunziatura in Polonia, che gli sarebbe rimasta nel cuore anche da papa; era stato elevato alla porpora da Clemente IX, poco prima di morire. Era un umile, decisamente inadatto al potere e per questo cercò di rifiutare la nomina; ma dovette rassegnarsi all'insegna del "Jesu, tibi sit gloria!". Fu consacrato papa l'11 maggio 1670 e assunse il nome di Clemente X.

Avrebbe voluto seguire la linea del suo predecessore, ma fallì nell'opera di pace. I suoi appelli in tal senso, quando Luigi XIV riprese le ostilità per la conquista dell'Olanda, restarono inascoltati. In più ci fu nuovo attrito tra Santa Sede e Francia, perché il re Sole approfittava del mai domo movimento giansenista per aumentare le ingerenze negli affari ecclesiastici. Spadroneggiava nelle "regalie", cioè nel diritto d'incamerare le rendite dei benefici maggiori nelle episcopali "sedi vacanti"; le proteste del papa rimasero senza risposta. L'unica consolazione gli venne dalla Polonia, dove fu eletto un re cattolico, Giovanni Sobiescki, che riuscì a superare i contrasti interni che si opponevano alla sua candidatura grazie al re Sole. Il papa gli inviò notevoli somme di denaro perché confidava nella sua opera militare per bloccare l'avanzata dei Turchi; la Polonia era un po' l'estremo baluardo della cattolicità europea.

All'insegna di questo spirito crociato il vecchio papa aveva celebrato il XV giubileo nel 1675; la folla dei pellegrini non fu straordinaria a causa delle guerre che dividevano l'Europa, ma Clemente nella sua grande ingenuità sperò tanto che quell' Anno Santo potesse compiere il miracolo della pace. Era malato, ma non si tirò indietro dal compiere le sacre funzioni con grande devozione: "se il papa durante l'anno giubilare poté impartire le benedizioni solo sette volte e visitare le Sette Chiese solo cinque volte, la cosa si spiega con il cattivo stato della sua salute", ricorda il Pastor. "Gotta e catarro tormentavano il vecchio ottantacinquenne. Tuttavia nell'ottava festa del Rosario egli prese parte alla funzione in S. Maria sopra Minerva, ove personalmente recitò a voce alta il Rosario intero con edificazione della gran moltitudine di popolo."

E il governo dello Stato pontificio? Non era cosa per lui; scelse come collaboratore il cardinale Paluzzo Paluzzi, un nipote del quale, Paluzzo Albertoni, era sposato con una sua nipote. Nei Paluzzi si trasferì il nepotismo di questo papa che, non avendo nipoti maschi, finì per riversare su di loro tutti i favori; l'Albertoni assunse addirittura il cognome della moglie e divenne un Altieri.

Clemente desiderava solo essere assecondato nello spirito di carità e il cardinale Paluzzi si mostrò largo di elemosine e remissivo nelle esazioni delle imposte, giungendo senz'altro ad annullare però l'operato dei dirigenti effettivi della Segreteria di Stato. Pasquino disse che allora esistevano in pratica due papi, uno "per benedire e santificare, e quell' altro per reggere e governare". Gregorio Leti scrisse un sonetto intitolato Chi fosse papa, Paluzzo Paluzzi o Emilio Altieri che comincia così:

Qual di lor fosse papa, io non so bene,
ché il primo hebbe il potere e l'altro il nome.
E naturalmente i Paluzzi-Altieri si arricchirono come vollero, completando la costruzione dello splendido palazzo Altieri a tempo di record, forse per paura che venisse a mancargli da un momento all'altro la fonte di tanto benessere.

Il che accadde il 22 luglio 1676; Clemente X fu sepolto in S. Pietro in un grandioso monumento funebre che gli fece erigere il "riconoscente" cardinale.