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CELESTINO I, santoRomano
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L'elezione di Celestino, un diacono nativo della Campania, fu tranquilla:
avvenne il 10 settembre del 422. Era amico di S. Agostino e questo facilitò la
risoluzione delle vertenze con la Chiesa d'Africa relative ad Apiario e Antonio;
gli episodi non fecero onore a Roma, visto che si era avventurata nella difesa di
persone immeritevoli. Celestino riaffermò in pratica l'autonomia della Chiesa africana
negli affari disciplinari, cosa a cui essa teneva molto, e questo non venne però a ledere
il primato romano. D'altronde, come osserva il Seppelt, "gli avvenimenti che poco dopo
successero in Africa riuscirono favorevoli a Roma, perché le assicurarono i diritti
da essa reclamati; infatti, avvenuta dopo pochi anni la terribile invasione dei Vandali,
la fiorente Chiesa africana fu ridotta quasi al nulla, e venne a perdere l'alta importanza
prima goduta nella Chiesa cattolica".
Ma Celestino va principalmente ricordato per la parte importante che svolse
nella risoluzione delle controversie cristologiche. Nel 428, Nestorio,
vecchio abate di un monastero d'Antiochia ed ora patriarca di Costantinopoli,
si schierò contro il titolo di "Madre di Dio" dato alla Madonna, preferendogli
quello di "Madre di Cristo". Cirillo, patriarca di Alessandria, denunciò la cosa
a Celestino che condannò Nestorio in un concilio romano tenuto nel mese di agosto del 430.
Roma registrava la costruzione di una nuova chiesa: un certo Pietro, prete d'Illiria,
fondava su di un antico titulus Sabinae, sorto probabilmente nella casa di
una matrona Sabina, la chiesa di S.
Sabina: della originaria decorazione parietale
resta attualmente, sopra il portale principale, una grande fascia a mosaico con
un'iscrizione metrica, attribuita a S. Paolino di Nola con i nomi di Pietro d'Illiria
e Celestino I. Ma questi non poté vederne completata la costruzione. Morì, prima che
fosse terminata, il 27 luglio del 432 e fu sepolto nel cimitero di Priscilla.
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