135.

BENEDETTO VII

Romano
Papa dall'ottobre 974
               al 10.VII.983

Una volta ristabilito l'ordine a Roma, non fu facile per il messo imperiale e la fazione filogermanica trovare un successore a Benedetto VI; dalla Germania Ottone II aveva indicato come suo candidato un sant'uomo, Maiolo di Cluny, ma questi non se la sentì d'impegnarsi a certi livelli politico-religiosi e rifiutò. Finalmente nell'ottobre si trovò un candidato, chiaramente ben visto dal partito imperiale, nella persona del vescovo di Sutri, che fu eletto col nome di Benedetto VII.
Egli convocò immediatamente un concilio che emise una sentenza di condanna contro Bonifacio VII, la cui elezione non fu riconosciuta valida. Non poteva essere diversamente e fu quello l'inizio di un pontificato in generale tranquillo, mantenutosi saldo per circa nove anni, nonostante per più di cinque Ottone restasse lontano dall'Italia. Benedetto VII era persona moralmente integra, che si prodigò per il rinnovo della riforma monastica, abbandonata ultimamente dai suoi predecessori, presi spesso da altri interessi prevalentemente mondani; si dedicò pertanto anche al restauro di alcuni conventi, come quello dei Ss. Bonifacio e Alessio sull'Aventino, e, in stretta collaborazione con il giovane Ottone II, incrementò l'attività missionaria nei paesi germanici e slavi. Concesse nuovi privilegi agli arcivescovi di Magonza e Treviri e fondò la diocesi di Praga, alla quale furono sottoposte la Boemia e la Moravia.

È quasi certo comunque che qualche rivolta popolare dovette esserci anche sotto Benedetto VII e probabilmente egli dovette anche cercar scampo nella fuga, invocando l'intervento di Ottone II; questi infatti nell'autunno del 980 scese in Italia e a Ravenna s'incontrò con il pontefice, celebrando con lui il Natale. Giunse a Roma con il papa nel giorno di Pasqua dell'anno dopo, accompagnato dalla madre Adelaide e dalla moglie Teofane, da Ugo Capeto, duca di Francia, e Corrado, re dei Burgundi.
"Nessun cronista dell'epoca afferma che Ottone punisse coloro che erano insorti nel 974", annota il Gregorovius. "Solo alcune notizie posteriori narrano che sull'esempio di Caracalla egli fece imbandire sui gradini di San Pietro un banchetto, al quale invitò proditoriamente i Romani, e che, dopo averne decapitati alcuni, ingiunse agli altri di continuare a banchettare." Si tratta forse solo di una leggenda, ma sta a significare il clima di terrore che la presenza dell'imperatore in ogni caso inculcava nella cittadinanza; serviva a calmare i bollenti spiriti degli eventuali rivoltosi. Nel luglio Ottone II lasciò Roma per dirigersi nell'Italia meridionale dove lo attendevano gli scontri con Saraceni e Bizantini.

Nel settembre del 981 Ottone II presenziò anche ad un concilio, nel quale Benedetto VII pronunciò una solenne condanna della simonia, ma che servì all'episcopato tedesco, grazie all'appoggio imperiale, a far decretare la creazione di numerose diocesi, sulla base della spartizione dei vari territori che facevano capo alla diocesi di Merseburgo, che venne in pratica abolita. Le motivazioni di carattere missionario mascheravano in realtà gli interessi privati del vescovo Gisiler, che era riuscito a convincere Ottone della apostolica finalità delle sue intenzioni. Il concilio non approvò all'unanimità la decisione, che però passò ugualmente; tanto significava il volere dell'imperatore.
Dopo di che Ottone lasciò Roma per dirigersi nell'Italia meridionale dove era intenzionato a bloccare la nuova avanzata saracena e le mire espansionistiche dei Bizantini; non ci riuscì, perché i suoi piani naufragarono nella sconfitta di Stilo del 982. Risalito al nord dell'Italia, l'imperatore sembrava aver perso la sicurezza di un tempo. L'incoronazione a Verona nel giugno del 983 del giovane figlio di tre anni Ottone a re di Germania e d'Italia doveva dar lustro all'impero e mostrare ai vassalli tedeschi e italiani che la forza della dinastia sassone non era ancora svanita. E data questa nuova boccata d'ossigeno all'euforia del partito imperiale, Ottone II riorganizzò una spedizione nell'Italia meridionale, ma dovette fermarsi a Roma, perché la morte di Benedetto VII avvenuta il l0 luglio del 983 rendeva necessaria la sua presenza per l'elezione del nuovo pontefice. Benedetto VII fu sepolto a S. Croce in Gerusalemme.