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GIOVANNI XIV
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Ottone II designò come successore di Benedetto VII il suo arcicancelliere italiano,
il vescovo Pietro di Pavia, che nel dicembre del 983 fu consacrato papa con il nome di
Giovanni XIV, terzo nella storia del papato ad assumere un nome diverso da quello di battesimo.
Più o meno contemporaneamente alla sua consacrazione, Giovanni XIV perdeva il suo protettore:
il ventottenne Ottone II morì improvvisamente, dopo breve malattia, a Roma, nel
palazzo imperiale vicino a San Pietro, il 7 dicembre. Veniva sepolto nella basilica,
unico imperatore di stirpe tedesca ad essere morto e inumato a Roma.
È chiaro che la morte improvvisa di Ottone II fu fatale al neoeletto Giovanni XIV; egli probabilmente, al capezzale dell'imperatore, presagì la sua stessa fine. Non poteva certo sperare in un fanciullo di tre anni, regnante sotto la tutela di sua madre, e minacciato in Germania dalle armi del suo ambizioso parente, Enrico di Baviera, che immediatamente si era appropriato del titolo di re di Germania. Nella primavera del 984 oltretutto Teofane si allontanò da Roma con il seguito che le era fedele e suo figlio, decisa a difenderne i diritti: non poteva certo pensare al papa. La caduta di Giovanni XIV fu rapida; da Costantinopoli ritornò immediatamente Bonifacio VII, forse chiamato dalla fazione filobizantina di Roma. Con l'assenso della famiglia dei Crescenzi poté evidentemente reinsediarsi sul trono di Pietro; Giovanni XIV fu rinchiuso in Castel Sant'Angelo nell'aprile del 984 e lì fu ucciso col veleno nell'agosto. Ma Bonifacio VII non riuscì a mantenere a lungo il suo pontificato; sembra che la sua sete di vendetta lo portò a compiere una serie di delitti e azioni violente, come quella di far strappare gli occhi al cardinale Giovanni, che gli era particolarmente avverso. E così dopo undici mesi di regno si rese inviso agli stessi Crescenzi il cui capo era diventato il figlio di Crescenzio, Giovanni, e venne eliminato nell'agosto del 985. Il suo cadavere fu martoriato in una sommossa popolare, trascinato per le strade di Roma e infine gettato ai piedi della statua equestre di Marco Aurelio. Il giorno dopo i suoi servi riuscirono a dargli una sepoltura cristiana in S. Pietro. |