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ANICETO I, santodella Siria
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Aniceto arrivò a Roma dalla Siria, dove era nato, ed entrò nella comunità cristiana
come collaboratore di Giustino nella lotta agli eretici. Numerosi infatti i nuovi diffusori
di eresie in Roma in quegli anni, tra i quali Marcione, figlio di un vescovo di Sinope nel
Ponto, autore di una dottrina che collimava in parte con quella di Cerdone. Era stato
respinto dalla comunità orientale e il vescovo della Chiesa di Smirne lo aveva definito
"primogenito di Satana"; a Roma pensò di trovar miglior fortuna, tanto che vi fondò un
personale centro di culto avversato fortemente dalla Chiesa di Roma.
Aniceto, eletto papa nel 155, concentrò tutti i suoi sforzi contro questa massa di
eretici circolanti nella città e trovò, come Pio I, valido appoggio nella scuola che
aveva fondata Giustino, difendendo la fede nella tradizione apostolica.
"Né Aniceto poté muovere Policarpo a sacrificare quell'uso che egli aveva sempre osservato con Giovanni, discepolo di nostro Signore, e con gli altri apostoli, con i quali egli era stato in relazione, né Policarpo mosse Aniceto ad abbracciare questo uso, dichiarando Aniceto di dover mantenere l'usanza dei suoi predecessori. Tuttavia mantennero comunione fra di loro e Aniceto per onorarlo fece celebrare l'Eucarestia da Policarpo nella sua chiesa e si separarono in pace."Come a dire che ognuno restò sulle sue posizioni ma, e questo fu importante, non si arrivò a uno scisma. Nel 161 divenne imperatore Marco Aurelio e sotto di lui
la polemica contro i cristiani
si inasprì per la diffusione delle idee montaniste che opponevano alla Chiesa gerarchica
la pretesa di essere depositari di una più diretta ispirazione dello spirito divino; di
qui una forma di ascesi mista a manifestazioni di isteria che mettevano nuovamente in
cattiva luce in senso generale i cristiani nei confronti del potere imperiale in uno
spirito antisociale e antistatale.
Aniceto morì nel 166, ma non subì probabilmente il martirio; è stato "radiato" come santo dal recente Calendario universale della Chiesa, restando in quello regionale. Dovrebbe essere stato il primo vescovo di Roma ad essere sepolto nelle catacombe di S. Callisto. Ma papa Clemente VIII , accogliendo le suppliche del duca Giovanni Angelo di Altemps, nel 1604 dispose il trasferimento delle sue ceneri nella cappella di palazzo Altemps, in seguito riposte nella vasca di porfido che era stata il sepolcro dell'imperatore Alessandro Severo. |