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San Gregorio e i tre oratori del Celio Rione Celio, piazza S. Gregorio |
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Nucleo generatore del complesso di S. Gregorio al
Celio fu il monastero di S. Andrea, fondato da Gregorio
I Magno nel sec. VI. Il monastero comprendeva oratori, una
foresteria, un granaio, una stalla, un atrio con un ninfeo, un pozzo e una
biblioteca, identificata (in maniera non del tutto persuasiva) con la
cosiddetta Bibliotheca Agapiti, un edificio tuttora esistente di
età tardoantica e visibile lungo il clivo di Scauro. Il monastero di S.
Andrea fu un centro attivissimo di vita spirituale; qui s. Gregorio
scrisse i suoi Dialoghi; da qui partirono s. Agostino e i suoi
compagni per evangelizzare l'Inghilterra.Dai Benedettini il monastero celimontano passò nel sec. VIII ai monaci greci; tornò ai Benedettini nella prima metà del sec. X. Il monastero, danneggiato nel 1084 dalle truppe di Roberto il Guiscardo, fu restaurato da Pasquale II, ma fu poi demolito nel 1573, quando chiesa e monastero passarono ai Camaldolesi, che tuttora li possiedono; rimasero soltanto i muri perimetrali (per sostegno delle terrazze e per segnare i confini della proprietà monastica), i due oratori di S. Barbara e di S. Andrea, la cosiddetta Biblioteca, parti dell'antico chiostro (oggi celate dagli stucchi che decorano il cortile settecentesco) e la chiesa vera e propria. La data di fondazione della chiesa di S. Gregorio al Celio è incerta. Da un disegno del 1572 la chiesa risulta che fosse preceduta da una scala, da un portico e da un atrio; ai suoi fianchi si innalzava un campanile di tipo romanico del XII secolo; a questa stessa epoca dovrebbero risalire le strutture murarie ancora esistenti della chiesa medioevale visibili dall'esterno (in particolare l'abside). Nel 1300 nella chiesa fu consacrato un altare in onore di s. Gregorio e di Benedetto abate. Ai Camaldolesi è dovuta la costruzione della nuova sacrestia e, probabilmente, quella del nuovo portico d'ingresso. Intorno al 1600 il card. Antonio Maria Salviati, abate commendatario, costruì dalle fondamenta una cappella per custodirvi la Madonna con il Bambino, affresco molto ridipinto nel sec. XIV o XV, che, secondo la tradizione, avrebbe parlato a s. Gregorio. Nel 1608 il card. Scipione Borghese promosse la costruzione della facciata e quella del portico nell'atrio. Importanti lavori di rinnovamento ebbero luogo nel sec. XVIII. Alla chiesa medioevale appartengono le sedici colonne antiche (undici di granito, due di bigio, tre di cipollino) a cui furono successivamente addossati i pilastri che spartiscono le tre navate. In un ambiente a sinistra della chiesa sono conservati frammenti di transenne romaniche, di pavimento cosmatesco, lapidi sepolcrali, capitelli, ecc. Altri frammenti altomedioevali (IX sec.), scoperti sotto il piano del cortile, sono stati murati all'ingresso dell'hospitium nel 1973. A sinistra della facciata della chiesa, si accede agli oratori; da notare un frammento di rilievo preromanico a treccia riadoperato nella scala. Oratorio di S. Barbara. L'ambiente, secondo la tradizione, sarebbe da identificare con il triclinio ove s. Gregorio dava da mangiare ai poveri. La costruzione è medioevale (XII-XIII secolo) e poggia su fondamenta di epoca classica. Dal clivo di Scauro è ben visibile l'opera listata medioevale poggiante sui resti di costruzioni antiche. In origine l'oratorio presentava un ingresso costituito da due archi retti al centro da una colonna; sul fianco sinistro era una serie di quattro archi divisi da colonne. L'interno fu fatto sistemare verso il 1602 dal card. Cesare Baronio. Al centro è posta la tavola marmorea (III sec. d.C.), usata da s. Gregorio come mensa. Sulla tavola è inciso un distico che ricorda il miracolo dell'Angelo. Oratorio di S. Andrea. Antica costruzione (XII-XIII secolo) restaurata intorno al 1603 dal card. Cesare Baronio. Sulla porta l'iscrizione: Oratorium S. Mariae Virg(inis) et S. Andreae Apost. / a S. Gregorio erectum iterum restitutum. A sinistra è collocata l'iscrizione di un privilegio di Gregorio IX. Tra il soffitto e il tetto sono stati scoperti recentemente resti di affreschi del secolo XI con Cristo pantocrator benedicente, due Angeli, due Profeti. Oratorio di S. Silvia. È l'unico degli Oratori che non sia di origine medioevale; fu infatti costruito dal card. Cesare Baronio nel 1603 e completato dal card. Scipione Borghese. Sul timpano della porta è stato collocato un frontone marmoreo mosaicato del sec. XIV. |