CAMPANILI MEDIOEVALI DI ROMA
 S. Eustachio - Rione S. Eustachio, piazza S. Eustachio

Il massiccio campanile di S. Eustachio si erge, in posizione arretrata, a sinistra della facciata settecentesca della chiesa. La sua costruzione segue le vicende dell'edificio ecclesiastico, edificato in età altomedievale e riconsacrato nel 1196 sotto Celestino III (1191-1198). La parte basamentale del campanile è infatti considerata più antica (1090 circa), mentre l'elevato si data alla fine del XII secolo. Dal momento che nel corso dei secoli ha necessitato di lavori di rafforzamento dei fianchi, già dal XVII secolo risultano tamponate le bifore dei vari piani, ad eccezione di quelle dell'ultimo ordine. La cella campanaria è aperta con doppie bifore su colonnine marmoree su cui poggiano capitelli a stampella. Cornicioni a modiglioni e laterizi a denti di sega scandiscono i singoli piani. La superficie doveva essere decorata in origine da trentaquattro scodelle policrome, poste in linea sopra le bifore degli ultimi tre piani. Quando nel 1701-1706 la chiesa venne ricostruita e rialzata, il campanile fu rinforzato alla base. Secondo una leggenda infondata, la cella campanaria ospiterebbe le campane provenienti dalla cattedrale di Castro, allorché questa città fu rasa al suolo; dall'inventario del 1727, conservato nell'archivio della chiesa, apprendiamo invece che la campana piccola fu fatta fare dal cardinale Costa nel 1403 e poi rifatta nel 1675 e nel 1861; la campana maggiore fu donata da Prospero e Simone de Prosperis nel 1629; la campana mediana fu fatta fare da Carlo Antonio Furinelli.

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