Oggi Porta San Paolo, con la sua stazione ferroviaria,
stazione della metropolitana e decine di linee di autobus, è un importante
snodo del traffico urbano; ma alla fine dell'800 era ancora il punto di
ingresso alla città per i viaggiatori che provenivano da sud-ovest, in
particolare seguendo la via Ostiensis, la strada consolare che metteva
Roma in comunicazione col suo porto principale, Ostia. Anche la porta in
origine si chiamava Ostiensis, ma agli inizi del medioevo venne rinominata
col titolo della grande basilica di San Paolo Fuori Le Mura, che sorge a
circa 1.5 km da questo punto, lungo la strada anzidetta, che ancora
oggi porta il nome di via Ostiense.
Il dipinto in questione mostra il
versante interno della porta
[1], che ha
conservato la struttura originale del III secolo, consistente in un
doppio fornice, costruito in laterizio e pietra, collegato alla cerchia di
mura che circonda l'intera città. Nel corso del medioevo il fornice
sinistro
[2] venne murato; un'altra
aggiunta medievale è la piccola edicola dedicata a S.Pietro
[3], al di sopra dell'altro fornice.

Nel dipinto si può vedere come la porta venisse
ancora effettivamente usata per entrare e uscire dalla città, dato che
non esistevano altri passaggi attraverso il muro. Verso la fine del
XIX secolo la città crebbe oltre questo punto, nacque un nuovo
quartiere, le strade si fecero trafficate, e i veicoli diventarono
sempre più numerosi. Così le mura da entrambi i lati della porta,
piuttosto danneggiate, furono tagliate in modo da creare un passaggio
più ampio per automobili ed autobus, onde evitare di dover demolire la
porta stessa; venne anche riaperto il fornice murato. In tempi assai
più recenti la porta è stata completamente restaurata, e chiusa con
una cancellata di ferro per proteggerne la corte centrale.
Anche la
famosa piramide di Caio Cestio
[4] che
sorge presso la porta, attraversata dalle mura cittadine, si trova
ancora lì, sebbene oggi la sua vista dalla piazza è completamente
coperta dagli alberi.