Ettore Roesler Franz
e la Roma perduta



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l'Isola Tiberina e Ponte Cestio





L'Isola Tiberina [1] è situata nella parte bassa del corso del Tevere attraverso la città, collegata alla terraferma da due ponti brevi ma molto antichi, uno dei quali è il soggetto del quadro [2]. L'isola confina coi rioni Ripa, a cui appartiene, e Trastevere, il lato raggiunto dall'anzidetto Ponte Cestio, dove viene raffigurato un vecchio molo [3].

Sacra a Esculapio sin dai primi secoli, l'isola aveva un tempio dedicato al dio romano della medicina, che venne rimpiazzato dalla chiesa di S.Bartolomeo. Ma l'antica tradizione dell'isola si perpetuò sotto forma di un ricovero dove i malati ricevevano le cure. Secolo dopo secolo si trasformò in un vero e proprio ospedale, ancora oggi una delle istituzioni mediche romane più famose (l'edificio giallo nascosto dagli alberi, nella metà sinistra della foto).

Le trasformazioni maggiori si ebbero alla fine del XIX secolo, quando su entrambi i lati del fiume vennero costruiti i muraglioni per prevenire le frequenti inondazioni. In questa occasione gli argini vennero notevolmente allargati e lastricati, come mostra chiaramente la foto. Alcune vecchie case [4] furono demolite, liberando la vista di S.Bartolomeo.
Il ponte fu allungato, le sue estremità raddrizzate, e i suoi archetti laterali furono ampliati così da corrispondere a quello centrale: in questo modo anche il flusso del fiume ne risultò migliorato, per impedire alle acque di arrivare a superare nuovamente il livello stradale.
I numerosi mulini [5] che sfruttavano la corrente, costruiti su piattaforme galleggianti ormeggiate tutt'intorno all'isola, e che erano lì ormai da secoli, dovettero essere rimossi.