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URBANO III
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Il giorno stesso della morte di Lucio III fu eletto papa a Verona l'arcivescovo di Milano
Uberto Crivelli, appartenente ad una nobile famiglia milanese dei conti di Dorno e Lomello, già cardinale-prete di San Lorenzo in Damaso e poi vescovo di Vercelli. Fu consacrato nel duomo di Verona l'l dicembre con il nome di Urbano III e volle conservare anche la cura dell'arcivescovado di Milano.
Sotto il suo pontificato proseguirono i contrasti tra il papato e l'impero e, nonostante numerose trattative, non vennero risolte le questioni rimaste in sospeso relative ai beni di Matilde e all'arcivescovado di Treviri; peraltro Federico spesso in Germania veniva meno al concordato di Worms, arrogandosi ingerenze negli affari ecclesiastici, rilasciando ai laici decime delle chiese, il tutto aggravato da una sorta di isolamento in cui Urbano III era costretto nella residenza forzata di Verona. Ma il maggior affronto il papa lo ebbe il 27 gennaio del 1186, quando nel duomo di Milano, senza interpellare il papa, che era anche arcivescovo della città, fu celebrato il matrimonio tra Costanza d'Altavilla ed il figlio di Federico, Enrico, seguito dalla triplice incoronazione di quest'ultimo con la corona di Arles dall'arcivescovo di Vienne, d'Italia dal patriarca di Aquileia e di Germania da un vescovo tedesco. Fu un affronto che Urbano III pensò addirittura di vendicare lanciando la scomunica, ma poi cambiò parere e nell'ultimo periodo del suo pontificato cercò diplomaticamente di riaccostarsi al Barbarossa mostrandosi favorevole a nuove trattative. Ai legati imperiali fece presente che, per quanto riguardava Treviri, era convinto che la cosa più opportuna fosse procedere ad una nuova elezione e la cosa fu gradita all'imperatore. Peraltro non sembrava avere via d'uscita il problema dei territori di Matilde; su di essi Enrico VI si era insediato come reggente e sconfinava da lì nel Lazio, trovando alleati nelle sue imprese i Romani; ogni speranza per il papa di tornare a Roma risultò vana. Urbano III non risiedette mai a Roma e, poche settimane prima della sua morte, le autorità di Verona fedeli al Barbarossa gli imposero di spostare la residenza a Ferrara, ove morì il 20 ottobre del 1187. Fu sepolto nel duomo di quella città. |