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GREGORIO VIII
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Il giorno dopo la morte di Urbano III, nella stessa città di Ferrara fu eletto a
succedergli Alberto de Morra, nativo di Benevento. Legato pontificio in diversi paesi d'Europa, era stato maestro nello Studio di Bologna, entrando a far parte del collegio dei cardinali sotto Adriano IV. Era un esperto giurista e per questo era stato chiamato alla cancelleria pontificia, compilando un trattato sullo stile da usare nei documenti pontifici. Fu consacrato papa il 25 ottobre del 1187 a Ferrara con il nome di Gregorio VIII.
Il suo breve pontificato, durato neanche due mesi, fu caratterizzato in qualche modo da una volontà di impegno costruttivo che prima di tutto aspirava a togliere il papato dall'isolamento in cui rischiava di finire. Gregorio per questo si dichiarò disposto a risolvere le controversie esistenti con l'imperatore; invitò con fermezza Volcmaro a desistere dall'aspro contegno nei confronti del suo avversario nella candidatura all'arcivescovado di Treviri e si mostrò propenso a conferire ad Enrico VI l'incoronazione imperiale negata dal suo predecessore. Insomma il Barbarossa si rese conto che il nuovo papa era effettivamente ben intenzionato. Uno spirito riformatore animava certamente la sua azione, come testimonia una severa decretale da lui emessa contro il sontuoso modo di vestire dei preti, la passione sfrenata per il gioco e altre condizioni non propriamente consone alla vita di un religioso. Ma Gregorio desiderava ardentemente bandire una nuova crociata e fu proprio per predisporre un terreno adatto ad essa che, nel dicembre del 1187, si era recato a Pisa come intermediario di pace tra quella città marinara e Genova, la cui alleanza sarebbe stata utile in una crociata.
Gregorio VIII morì a Pisa il 17 dicembre del 1187, senza esser riuscito, al pari del suo predecessore, a risiedere neanche un giorno da papa tra i Romani, che aveva provveduto regolarmente a scomunicare.
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