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TELESFOROGreco |
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Telesforo, di origine greca, sarebbe nato a Terranuova di Calabria,
ove condusse per lungo tempo vita da eremita. Giunto a Roma fu eletto papa nel 125,
in un momento in cui un gran numero di eresie minacciavano sempre più la fede cristiana.
E a Roma proprio confluirono da quegli anni numerosi eretici, consci dell'importanza
della città, che avrebbe dato maggior credito ad eventuali adesioni alle loro idee.
L'eresia che prendeva sempre maggior consistenza era quella degli gnostici, fondata sul concetto che per purificare e ingrandire l'idea del divino bisogna rappresentare Dio come qualcosa d'infinitamente separato dall'uomo e dalla terra, come dio dell'Abisso. Il tutto misto ad operazioni di magia sulla scia della scuola di Simon Mago. A Roma queste idee ebbero il loro diffusore in Valentino, oriundo dell'Egitto, che riuscì a raggruppare un certo numero di seguaci restando nell'Urbe per circa vent'anni. Scrisse opere ispirate da profonda suggestione mistica, principalmente salmi e omelie. Telesforo impiegò tutte le sue forze contro questa eresia e il senso di austerità che aveva nell'anima per il passato di vita eremitica gli fu probabilmente d'aiuto nell'intransigenza con cui la condannò. Secondo il Liber pontificalis avrebbe istituito il digiuno nel periodo della Quaresima, estendendolo per gli ecclesiastici a sette settimane, e la celebrazione della messa di mezzanotte a Natale. Forse compose lui stesso il Gloria in excelsis deo. Nel nome di Telesforo si confonderebbero però due persone: il papa, di cui si è parlato e che sarebbe morto nel 136 e che, come santo, è stato però cancellato dal Calendario universale della Chiesa; e un altro Telesforo, morto martire sotto Adriano, ricordato come tale nel Martirologio romano. |