7.

SISTO I

Romano
Papa dal 115 al 125

Romano, della regione di via Lata, figlio di un certo Pastore, Sisto I fu eletto papa nel 115 quando era imperatore Adriano. Questi si mostrò ben disposto alla tolleranza nei confronti dei cristiani e, pur mantenendo in sostanza i metodi usati da Traiano, metteva in guardia sulle false accuse. Così infatti scriveva al proconsole d'Asia: "Se uno fa le sue accuse e dimostra che i cristiani fanno qualcosa contro le leggi, allora tu punisci secondo la gravità della colpa; ma, per Ercole, se qualcuno mette avanti un tale pretesto per calunniare, tu decidi secondo la gravità e fa in modo che sia punito".

Numerose sarebbero state le norme di culto introdotte da Sisto I; proibì ai laici di toccare il calice e la patena, riservandone il privilegio ai sacerdoti; ordinò che i vescovi inviati alla sede apostolica presentassero al ritorno una lettera di saluto al popolo dei fedeli, per mantenere tutte le Chiese in diretta comunicazione con Roma. L'introduzione del triplice canto del Sanctus durante la messa, attribuita a lui, dovrebbe essere più remota.

A Sisto I dovrebbero risalire comunque le prime concrete divergenze tra la Chiesa di Roma e quella d'Asia, se è vero che mentre in Oriente già si celebrava la Pasqua, in Occidente il precetto non era ancora stato istituito. Leggendario sarebbe l'invio del vescovo Pellegrino in Gallia per evangelizzare quella terra.

A Sisto I si attribuiscono due lettere apocrife che trattano la dottrina della Trinità e si insiste sul primato di Roma.

Probabilmente non morì martire e come tale è stato radiato dal Calendario universale della Chiesa. Si pensa che il suo sepolcro stia nella cattedrale di Alatri e non a fianco a S. Pietro, secondo la vecchia tradizione; secondo una Historia medievale la salma sarebbe stata trasferita nel 1132 nel paese della Ciociaria. Alatri infatti festeggia Sisto come suo patrono.