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Sant’IGINOGreco
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Ateniese, Igino è accreditato dalla tradizione come filosofo e in tale veste,
una volta entrato nel clero della comunità romana, si fece notare per le sue virtù
e fu eletto papa nel 136.
Durante i quattro anni del suo pontificato (136-140),
diminuiti gli attacchi dei pagani contro "la nuova razza senza patria"
(come venivano chiamati i cristiani), la Chiesa si vide minacciata all'interno
dal proliferare di sètte eretiche.
Valentino e Cerdone avevano osato recarsi nella stessa Roma a spargervi l'eresia gnostica,
un miscuglio di dottrine e pratiche religiose a carattere filosofico e mistagogico rette
da questo principio fondamentale: c'è una fede comune che può bastare al volgo, ma vi è
anche una scienza riservata ai dotti, che offre una spiegazione filosofica della
fede comune. Igino che era anche filosofo sconfessò gli eretici sul loro terreno.
Igino, inoltre, sull'esempio dell'imperatore Adriano, che aveva creato un efficiente apparato burocratico che assicurava una saggia amministrazione dell'immenso impero romano, intervenne sulla struttura gerarchica della Chiesa di Roma, dividendola nei vari ordini, che portarono probabilmente ad una più chiara distinzione di incarichi tra presbiteri e diaconi, e istituendo gli Ordini minori (suddiaconato) che consentivano di migliorare il servizio della Chiesa e di preparare i candidati al sacerdozio mediante un avvicinamento progressivo ai santi misteri. Sembra sia stato lui a prescrivere un padrino e una madrina per il battesimo e il modo in cui doveva essere conservato il Sacro Crisma. Roma da quegli anni può annoverare un altro grandioso monumento: il
mausoleo di
Adriano.
Iniziato da questo imperatore nel 135 sull'area degli Orti Domiziani, perché servisse
da tomba per sé ed i suoi successori, viene completato nel 139 da Antonino Pio.
Trasformato in castello a partire dal x secolo, va considerato un "personaggio"
importante nella storia della città, baluardo di difesa, fortezza, prigione,
scenario di rappresentazioni teatrali e feste; ricorrerà spesso nelle biografie dei
romani pontefici a testimonianza di avvenimenti ora tristi ora lieti.
Nulla di più comunque si sa di Igino.
(Da Claudio Rendina e Piero Bargellini)
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