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STEFANO IVRomano
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Il diacono Stefano, figlio di Marino, romano di nobile famiglia, fu eletto papa solo dieci giorni dopo la morte di Leone III, e fu quarto con questo nome; venne consacrato il 22 giugno dell'816.
Suo primo atto fu quello di comunicare all'imperatore Ludovico la propria elezione, scusandosi, tramite gli ambasciatori inviati, della fretta con cui era stato consacrato; gli trasmise un giuramento di fedeltà del popolo romano. Le motivazioni di tanta fretta erano logicamente legate all'ambiente sempre piuttosto teso esistente in Roma nei rapporti tra nobiltà, clero e popolo con le varie fazioni in contrasto tra loro; l'imperatore se ne rese conto e accettò di buon grado il desiderio espresso dal papa di incontrarlo, proprio per chiarirgli certi aspetti della situazione cittadina e dello Stato pontificio. Il viaggio avvenne nel settembre dell'816 e l'incontro ebbe luogo a Reims; Stefano IV fu accolto con tutti gli onori. Papa e imperatore ebbero una serie di colloqui dove si può star certi che venne discussa in primo luogo la situazione dello Stato pontificio, con i privilegi e l'immunità garantiti alla Chiesa romana dai predecessori di Ludovico. Il papa riuscì ad ottenere la grazia per gli alti prelati che vivevano in esilio in terra franca, dando modo a costoro di tornare a Roma; evidentemente Stefano riuscì a convincere l'imperatore che poteva essere una buona mossa diplomatica per accattivarsi certi strati della popolazione avversi al predominio franco e sperare in un ritorno alla calma. Ma l'avvenimento fondamentale del viaggio fu costituito dall'incoronazione che Stefano fece nella cattedrale di Reims di Ludovico e sua moglie Ermengarda; si trattò di una seconda incoronazione, che faceva seguito a quella tre anni prima voluta espressamente dal padre Carlomagno. Ma la nuova presentava due particolari importanti. Primo elemento simbolicamente interessante il fatto che la corona usata per la circostanza fosse quella dell'imperatore Costantino, che il papa aveva portato con sé; autentica o meno, quella corona costituiva comunque un ulteriore riferimento alla "Donazione di Costantino", con tutte le conseguenze derivanti dal fatto che il papa la cedeva a Ludovico. Secondo elemento, direi essenziale dell'incoronazione, fu l' "unzione", che per Carlomagno non era stata effettuata. Ludovicò era chiamato da Stefano IV il "secondo Davide" come "unto del Signore". Attraverso questa cerimonia il papa stabiliva un collegamento tra l'imperatore e la divinità; Ludovico era il depositario di un'intercessione divina, di una grazia ottenuta per mediazione del papa. L'unzione distingueva così nettamente l'imperatore d'Occidente da quello d'Oriente, mai unto perché diretto discendente degli antichi imperatori romani, e lo rendeva "figlio prediletto della Chiesa romana" in un rapporto filiale alla luce del quale, come osserva l'Ullmann, l'imperatore diventava "il difensore militare del papato, considerato come "fonte" e "madre" della Chiesa universale", ovvero era l'"atleta di Cristo" consacrato a "difendere e proteggere la Chiesa in quanta comunità organizzativa di Cristo, in generale, e il papato, in quanta organo di governo della Chiesa, in particolare". Era un sacramento questa unzione che il papa aveva amministrato a un fedele credente e, come tale, Ludovico non avrebbe potuto venire meno ai doveri di un sacramento; era un'abile mossa politica che metteva l'autorità imperiale nelle braccia della Mater Ecclesia. Una manovra politica abbozzata da Leone III e che Stefano IV era riuscita a portare a compimento, anche se per il momento non ne paté sfruttare i vantaggi. Tre mesi dopo il sua ritorno a Roma, morì il 24 gennaio. dell'817. Fu sepolto in S. Pietro. |