71.

SEVERINO

Romano
Papa dal 28 maggio 640
al 2 agosto 640

Il presbitero romano Severino, figlio di Labieno, fu eletto papa nei termini tradizionali dei tre o cinque giorni seguenti la morte di Onorio I; ma l'approvazione imperiale tardò ad arrivare, probabilmente perché il nuovo papa si rifiutò di sottoscrivere l'Ectesi di Eraclio favorevole al monotelismo. E questo torna a suo onore, perché mostrò maggior oculatezza del suo predecessore nel valutarne il fondamento eretico, che invece era sfuggito a Onorio I.
Piuttosto questo comportamento gli costò caro: la sua consacrazione avvenne solo il 28 maggio del 640, dopo un vero e proprio saccheggio di quel tesoro pontificio che con tanta abilità amministrativa il suo predecessore era riuscito ad accumulare e mantenere integro. I fatti si svolsero così.
L'esarca Isacco a Ravenna era in una situazione finanziaria piuttosto precaria, tanto che la milizia bizantina di stanza a Roma non riceveva la paga da tempo. Il cartulario Maurizio, il cui incarico ufficiale era quello di amministratore dell'erario bizantino, ma che trovandosi a Roma fungeva anche da comandante della milizia, perché non c'era nella città un magister militum, d'accordo con alcuni maggiorenti romani, pensò di mettere le mani su quel tesoro, coinvolgendo nell'impresa l'avido Isacco e di conseguenza l'imperatore; di fronte all'oro nessuno si sarebbe tirato indietro.
Cominciò col convocare i soldati e accusò Onorio I di essersi impossessato del denaro regolarmente inviato da Costantinopoli a più riprese per il loro stipendio; con quelle paghe erano state costruite tante chiese, e non con le offerte dei privati cittadini. Il tesoro pontificio si era arricchito indebitamente; che aspettavano a riprendersi quanto spettava loro di diritto? La truppa ovviamente si scatenò e pose l'assalto al Laterano, dove era custodito il tesoro, difeso alla bell'e meglio dalla servitù pontificia. L'assedio durò tre giorni, finché Maurizio riuscì a porre i sigilli imperiali sul tesoro; a questo punto volle dare un apparato di legalità alla cosa e convocò da Ravenna Isacco per un controllo ufficiale della situazione. L'esarca non esitò a presentarsi in veste di giudice; la sua "ispezione" amministrativa durò otto giorni. Egli non fece altro che bandire dalla città i cardinali addetti all'amministrazione pontificia, accusandoli di appropriazione indebita ai danni dello Stato imperiale, mettere le mani sul tesoro del Laterano e depredarlo completamente. Le truppe ebbero la loro paga, ma il resto del bottino finì nelle tasche di Maurizio, di qualche alto funzionario romano e, manco a dirlo, nelle sue; una parte fu spedita all'imperatore Eraclio che, naturalmente, si guardò bene dal punire gli autori del furto sacrilego.
Severino fu dunque consacrato papa a prezzo di questo saccheggio e il suo pontificato ufficiale ebbe anche vita breve; soltanto due mesi e sei giorni. Severino morì il2 agosto del 640 e fu sepolto in S. Pietro.