72.

GIOVANNI IV

della Dalmazia
Papa dal 24 dicembre 640
al 12 ottobre 642

Dalmata, figlio dello scolastico Venanzio, diacono della Chiesa di Roma, Giovanni fu consacrato papa, quarto di questo nome, il 24 dicembre del 640; in attesa dell'approvazione imperiale, secondo la tradizione, la sede di Roma fu governata da un arcidiacono, un arciprete ed un primicerio.
Una volta giunta la conferma dell'imperatore Eraclio, il nuovo papa si affrettò a condannare in un concilio a Roma il monotelismo; peraltro l'imperatore precisò in una lettera il suo disinteresse nei confronti dell'Ectesi, da lui emesso più che altro per esaudire le insistenti richieste del patriarca Sergio. Il successore di questi, Pirro, cercava invece in tutti i modi di propagandare ancora l'editto, che in effetti non era stato abrogato; Giovanni IV reclamò per questo comportamento con una lettera al nuovo imperatore Costantino III, spiegando in termini precisi la dottrina delle due nature e volontà di Cristo; ma la missiva finiva col voler tessere un'apologia del papa Onorio I, e qui appariva poco convincente.
Accadde che, nel frattempo, Costantino III fu assassinato, e la stessa fine fece il fratellastro Eraclio I in una sollevazione popolare che portò al trono imperiale Costante II. Fu lui a rispondere al papa assicurandolo che avrebbe fatto distruggere l'Ectesi e difeso l'ortodossia. Erano in realtà false dichiarazioni.
Scarse per il resto le notizie su Giovanni IV che, a quanto pare, si occupò a fondo dei problemi dei connazionali in Dalmazia, mettendo a loro disposizione numerosi fondi per riscattarli dalla condizione di schiavitù in cui si trovavano sotto gli Slavi.

La Dalmazia era nel suo cuore; e infatti dedicò al santo nazionale di quella terra, S. Venanzio, di cui oltretutto suo padre portava il nome, una cappella nel battistero di S. Giovanni. Il papa voleva così legare a Roma con più forti vincoli la propria patria, vittima delle scorrerie dei barbari.
Nella cappella sono tuttora visibili i mosaici con la raffigurazione dei quattro evangelisti e di otto martiri di Salona; nel catino sono raffigurati tra gli altri i due papi Giovanni IV e il successore Teodoro I, che completò la costruzione della cappella.

Quello di Giovanni IV fu un breve e tranquillo pontificato; della guerra arrivò a Roma soltanto l'eco. I Longobardi del re Rotari erano impegnati al nord con l'esarca, e anche la grande battaglia sul fiume Scultenna (l'odierno Panaro), in cui morirono ottomila Greci, sembrò non interessare la città.

Giovanni IV morì il 12 ottobre del 642 e fu sepolto in S. Pietro.