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SABINIANOdi Blera
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Diacono, nativo di Blera, nella Tuscia, Sabiniano era stato nunzio di Gregorio Magno a Costantinopoli intorno al 595, quando il patriarca di quella città, Giovanni, si era assunto il titolo di "ecumenico" in aperta sfida al pontefice di Roma. Sabiniano non si era comportato con fermezza nella condanna del patriarca, venendo meno alle direttive impartitegli dal papa che gli evidenziavano il pericolo scismatico di una tale iniziativa e fu rimproverato da Gregorio per questa sua debolezza.
"Mi meraviglio che la vostra carità si sia lasciata ingannare fino a questo punto dall'ipocrisia di Giovanni e dalle minacce infernali", gli scrisse. "Non avreste dovuto mai accettare e trasmettermi quelle lettere nelle quali il patriarca si dà il fastoso titolo di ecumenico. Non abbiate timore, disprezzate con tutto il cuore, per rispetto della verità, quanto vedete grande nel mondo contro la verità. Confidate nella grazia di Dio onnipotente e nell'aiuto dell'apostolo S. Pietro: acconsentire all'usurpazione di un simile titolo criminale equivarrebbe a perdere la fede." Dopo di che lo richiamò a Roma; è evidente che non avevano identità di vedute. Sta di fatto che alla morte di Gregorio, Sabiniano fu eletto papa, anche se la sua consacrazione avvenne sei mesi dopo, il 13 settembre del 604, per il solito ritardo nell'approvazione imperiale che doveva arrivare da Bisanzio. Il suo breve pontificato si svolse tutto in netto contrasto con quello del predecessore:
gli uffici ecclesiastici della corte pontificia furono tolti ai monaci
e riassegnati al clero secolare. Inoltre, seguitando ad imperversare la carestia,
Sabiniano aprì, sì, i granai della Chiesa per sfamare la popolazione,
ma soltanto a pagamento. Comprensibile la reazione a una simile decisione negli strati poveri della cittadinanza. Paolo Diacono nella sua Vita di S. Gregorio racconta che una delegazione si recò dal papa per protestare: "Apostolico Signore, il vostro santo predecessore Gregorio, nostro padre, aveva cura di alimentare il suo gregge; ci lascerete morire di fame?".
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