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PAOLO I, santoRomano
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Il senso del potere, l'aspetto prevalentemente politico che viene ad assumere il trono di Pietro, fa riaffiorare alla morte di Stefano II fazioni in lotta per l'elezione del nuovo pontefice.
Era ancora moribondo Stefano II, che già il partito filobizantino, desideroso di ripristinare buoni rapporti tra il papa e l'imperatore, proponeva un suo candidato nella figura dell'arcidiacono Teofilatto; gli si opponeva il fratello del moribondo, il diacono Paolo, che gli era stato vicino in tutto il corso del pontificato. Questi finì per avere la meglio; due fratelli che si susseguivano nel pontificato avrebbero assicurato un'identità di vedute. Paolo I fu consacrato il 29 maggio del 757. Con una lettera il nuovo pontefice comunicò a Pipino la sua elezione, gratificando il patricius Romanorum come "nuovo Mosè e David"; il re rispose con una lettera di felicitazioni chiedendogli di fare da padrino alla propria figlia Gisella. L'invio di una ciocca di capelli della bambina era il segno tangibile del favore regale nei suoi confronti. Ma Pipino scrisse anche una lettera alla nobiltà e al popolo romano esortandoli a restar fedeli a S. Pietro, segno evidente che il re era venuto a conoscenza del fermento di opposizione serpeggiante nel popolo e nel clero nei confronti della politica filo franca che il pontefice intendeva invece proseguire. La risposta a questa lettera fu probabilmente affidata ad un notaio pontificio, visto il tono ossequioso e ufficiale con cui fu concepita: nella sostanza i Romani riconoscevano ufficialmente il papa come loro dominus e onoravano il re come protettore del pontefice. I rapporti con i Longobardi procedevano invece nella più grande incertezza; la consegna di Bologna, Imola, Osimo e Ancona, promesse in donazione a Stefano II, ancora non si erano viste, e inoltre il re Desiderio voleva regolare vecchi conti in sospeso con i duchi di Spoleto e Benevento; si mosse infatti contro di loro. Il primo, Alboino, finì in carcere; l'altro, Liutprando, scappò da Benevento e trovò rifugio ad Otranto. Desiderio elesse duca di Benevento il suo vassallo Arichi e, una volta giunto a Napoli, s'incontrò con il legato imperiale Giorgio: iniziarono trattative per un'alleanza longobardo-bizantina che avrebbe dovuto opporsi a quella franco-pontificia. Ma Bisanzio non era troppo propensa a rompere con i Franchi.
Anche Paolo I s'interessò, come il fratello, alla costruzione degli edifici religiosi, legando il suo nome in particolare alla costruzione del convento di S. Silvestro in Capite e in pratica pensò anche al suo sepolcro; fu sepolto nell'oratorio della beata Vergine da lui fatto edificare in Vaticano. Morì il 28 giugno del 767. |