163.ONORIO II
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Già nell'ultimo periodo del pontificato di Callisto II, le due famiglie romane dei Frangipane e dei Pierleoni, che si contendevano la carica civile della prefettura, erano riuscite a infiltrare in seno allo stesso collegio dei cardinali i difensori delle rispettive fazioni, rimettendo quindi in gioco la loro autorità nell'elezione di un pontefice. Il decreto elettorale del 1059 denunciava tutta la sua insufficienza e non era valso ad eliminare l'influenza dell'elemento laico.
Alla morte di Callisto II, la fazione dei Pierleoni riesce a far eleggere il proprio candidato, il cardinale prete Tebaldo Boccadipecora, che assume il nome di Celestino II; ma questi aveva appena accettato la nomina, quando un gruppo della fazione dei Frangipane, guidato dal cardinale Aimerico, entra nel Laterano e destituisce con la forza il nuovo papa. Questi non ci pensa due volte: si dimette spontaneamente anche perché nello scontro che ne era seguito aveva riportato alcune ferite, in seguito alle quali morirà pochi giorni dopo. I cardinali prendono atto delle sue dimissioni e riconoscono papa il candidato dei Frangipane, Lamberto, vescovo di Ostia, il 15 dicembre del 1124. Lamberto, nativo di un piccolo borgo nei pressi di Imola, Fiagnano, cardinale dal tempo di Pasquale II, compagno d'esilio di Gelasio II, era stato l'esecutore del concordato di Worms, consigliere quindi tra i più abili nella diplomazia pontificia sotto Callisto II. Egli fu consacrato il 21 dicembre del 1124 con il nome di Onorio II. I cinque anni del suo pontificato passarono tranquilli in Roma, sotto il controllo effettuato dai Frangipane, e Onorio rivolse tutti i suoi interessi alle questioni internazionali, tralasciando quelle interne. La stessa Curia era praticamente in mano al cardinale Aimerico, che esercitò grande influenza sulla creazione di nuovi cardinali favorevoli ai Frangipane. In Germania, morto Enrico V ai primi del 1124, ed estintasi la casa di Franconia, sale al trono Lotario di Sassonia, che si mostra accomodante nei confronti del papato, al contrario dell'altro pretendente alla corona, Corrado degli Hohenstaufen; alla delegazione tedesca venuta a Roma per ottenere l'approvazione del papa, in un vero e proprio mutamento di rapporti tra papato e impero, Onorio dà il suo consenso, il che implica la promessa della corona imperiale. Gli Hohenstaufen vengono scomunicati nel Natale del 1127 dai vescovi di Germania, e il papa conferma la scomunica l'anno dopo. Molte città del nord riconoscono invece Corrado che, sceso in Italia, viene addirittura incoronato dall'arcivescovo di Milano, Anselmo; il risultato è che, in un concilio tenuto a Pavia dal legato pontificio della Lombardia, per Giovanni di Crema, l'arcivescovo di Milano, arriva la scomunica e pertanto perde tutto il suo valore l'incoronazione di Corrado. Più problematica si presentava la situazione nel meridione d'Italia, dove nel luglio del 1127 era morto Guglielmo, duca di Puglia; il conte Ruggero II di Sicilia, che aveva ereditato da suo padre Ruggero I una Sicilia ormai completamente libera dagli Arabi, si era gettato su quelle terre, considerandosi l'unico erede naturale, dal momento che il solo che poteva contendergliele era Boemondo II, che militava da crociato in Palestina dove trovò la morte l'anno dopo. Ruggero II inizialmente è scomunicato da Onorio per questa appropriazione indebita in nome della sovranità feudale pontificia, per cui quelle terre al limite sarebbero dovute tornare in possesso della Chiesa.
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