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INNOCENZO VII
Cosimo de' Migliorati

Nato a Sulmona nel 1336
Eletto papa il 17.X
e incoronato l'11.XI.1404
Morto il 6.XI.1406

Alla morte di Bonifacio IX, Roma fu subito in preda ai tumulti, fomentati principalmente dagli Orsini e dai Colonna tornati alla ribalta su opposte fazioni del popolo; i primi proteggevano il Campidoglio, che era in mano ad un fratello del defunto papa, i secondi sbandierarono un ritorno a ideali democratici e invocarono l'intervento di Ladislao da Napoli perché risolvesse la vertenza in senso democratico. In questi frangenti i cardinali si riunirono in conclave e, sotto il timore dell'avvicinarsi del re di Napoli, si sbrigarono ad eleggere papa il 17 ottobre 1404 Cosimo Migliorati. Nato a Sulmona verso il 1336, già arcivescovo di Ravenna e poi vescovo di Bologna, dal 1389 era cardinale di S. Croce.

Il neoeletto assunse il nome di Innocenzo VII, ma dovette attendere quasi un mese per essere incoronato; infatti, pur essendo stato eletto sovrano pontefice di Roma, non possedeva né il Vaticano, né Castel S. Angelo, né il Campidoglio, tutti controllati dagli insorti. Inoltre il popolo gli negava il giuramento di fedeltà, sicché Ladislao si sentì investito anche dell'incarico di ristabilire l'ordine e l'autorità pontificia come vassallo del papa.
Era già a Roma il 19 ottobre con le sue truppe, accolto festosamente dal popolo, al quale precisò comunque che veniva per rendere i suoi servigi al papa; in realtà si barcamenò abilmente tra le due fazioni, badando principalmente ai propri interessi. Riuscì a far firmare un accordo tra le parti nel giro di una settimana; in pratica il popolo tornò a riassaporare l'aria di libertà repubblicana precedente l'avvento al trono di Bonifacio IX, con l'insediamento di dieci governatori in Campidoglio a fianco del senatore, mentre Innocenzo VII poté insediarsi in Laterano. La sua incoronazione avvenne in S. Pietro 1'11 novembre.
Ladislao, a parte le varie nomine redditizie che ottenne, come quella di rettore della Campagna, carpì al papa la promessa che non si sarebbe impegnato in una unificazione della Chiesa d'Occidente se Ladislao non fosse stato riconosciuto universalmente come re di Napoli.

Partito Ladislao, si fece sentire Benedetto XIII, che rilanciò l'idea dell'incontro con il romano pontefice e senza indugio si mise in marcia verso l'Italia, raggiungendo Genova nella Pasqua del 1405. Innocenzo però declinò l'invito, anche perché aveva di nuovo i suoi problemi con i Romani che non smettevano di agitarsi e non riusciva ad insediarsi tranquillo in Vaticano.
La situazione precipitò nell'agosto, quando una delegazione popolare di 14 cittadini si presentò al papa e con parole ferme, ma anche con insulti, lo accusò di non muovere un dito per la composizione dello scisma. S'intromise il nipote, Luigi Migliorati, un tipo violento che reagì in maniera sconsiderata in difesa dello zio e fece uccidere di sua iniziativa, perché evidentemente aveva mano libera per farlo, undici rappresentanti della delegazione, gettandone i cadaveri in mezzo alla strada. A Roma fu il caos nella conseguente reazione popolare; il papa e i cardinali ripararono a Viterbo.
Solo nell'agosto dell'anno dopo il papa sarebbe potuto tornare nella sua sede; di fronte ai contrasti delle fazioni, alle mediazioni dei nobili dello Stato pontificio e al nuovo intervento di Ladislao, Innocenzo visse miseramente il suo pontificato. Fu solo interprete di scomuniche a destra e a sinistra, regolarmente poi ritirate, bolle contro e pro Ladislao, dichiarato in un primo tempo decaduto da re di Napoli e quindi riabilitato addirittura come autentico vessillifero della Chiesa.
Tutto ciò sta a dimostrare la sprovveduta linea politica di questo papa, nonché la sua indiscutibile leggerezza nell'uso dell'autorità religiosa. Si domanda infatti giustamente il Gregorovius: "Come poteva la prerogativa di sciogliere e di legare conservare una sua forza religiosa se una solenne maledizione della Chiesa si mutava in un attimo in benedizione altrettanto solenne? Era forse la sublime morale cristiana ad ispirare la condanna del papa? O non era la consueta arte politica che faceva oscillare il suo giudizio come una bandiera sbattuta dal vento?".

L'l settembre 1406, una volta tornato a Roma, disponeva un riordinamento dell'università della Sapienza, con l'inserimento della cattedra di lingua greca, e accoglieva al servizio della Curia alcuni umanisti come Leonardo Bruni e Pietro Paolo Vergerio. Poteva essere il sintomo di una svolta rinnovatrice nell'orizzonte culturale della Chiesa, ma certe iniziative erano destinate a rimanere le uniche note positive di questo papa; nulla di più poté o volle fare, per quanto fu di indole fin troppo pacifica, fino a dover essere accusato di ipocrisia per non essersi impegnato in alcun modo in un sia pur vago tentativo di comporre lo scisma.

Morì il 6 novembre del 1406 e fu sepolto in S. Pietro.