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GREGORIO XIV
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Durante la sede vacante che si aprì con la morte di Urbano VII, fece la sua comparsa la
profezia dei papi di S.
Malachia; ho accennato ad essa nella biografia di Celestino
II, il primo dei pontefici ai quali quel famoso elenco farebbe riferimento attraverso una serie
di centoundici motti. Poteva essere un modo come un altro per facilitare le scommesse sul futuro papa,
che, nel nuovo conclave, venne fuori di nuovo da una lista di sette personalità gradite
al re di Spagna; questa volta le pressioni degli ambasciatori di Filippo II si fecero più
insistenti, calpestando tutte le norme di "clausura", con la opposizione di un vero e proprio veto a qualsiasi altra candidatura.
E fu eletto il cardinale Niccolò Sfondrati, nato a Somma Lombardo, presso Cremona, l'11 febbraio 1535. Malaticcio fin da giovane, dava l'idea che sarebbe durato poco e con la sua elezione, avvenuta il 5 dicembre 1590, il collegio cardinalizio sembrava volesse prender tempo. Fu consacrato tre giorni dopo e assunse il nome di Gregorio XIV. Non era uomo preparato al grave compito; si trattava di un asceta dai costumi angelici, amico di
quel Luigi Gonzaga che sarebbe morto di peste nel giugno del 1591. Cosciente della sua insufficienza
e ingenuità negli affari di Stato, si fidò ciecamente del nipote Paolo Emilio Sfondrati, che
nominò cardinale e Segretario di Stato; fu la rovina della politica instaurata da Sisto V. .
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