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GELASIO II
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Solo tre giorni dopo la morte, a Pasquale II fu dato come successore, il 24 gennaio del 1118, il cardinale diacono Giovanni Caetani, appartenente a una nobile famiglia di Gaeta, alla quale secondo alcuni risalirebbe il ramo dei Caetani di Anagni che avrebbe elevato al pontificato un suo rappresentante nella figura di Bonifacio VIII. Giovanni era stato monaco a Montecassino, ma poi era venuto a Roma chiamatovi da Urbano Il come cancelliere della Chiesa ed era stato un fedele collaboratore di Pasquale Il, difendendolo anche dalle accuse rivoltegli di debolezza e simonia.
La sua elezione era avvenuta in gran segreto, in un monastero sul Palatino, la prima avvenuta quasi in forma di "conclave", cioè cum clavi, sotto chiave, mentre in Roma infuriavano gli scontri; Giovanni Caetani ebbe appena il tempo di scegliere il nome di Gelasio II, che i partiti avversi alla sua nomina riuscirono a fare irruzione nella chiesa guidati da Cencio Frangipane. Questi trascinò fuori il vecchio papa appena eletto, sottoponendolo a brutali maltrattamenti, mentre i suoi davano addosso ai cardinali in una vera e propria spedizione punitiva. Gelasio II incatenato veniva rinchiuso nella torre dei Frangipane; ma nel seguito degli scontri, i fautori del papa finirono per avere la meglio e si arrivò ad una riappacificazione tra il prefetto Pietro e Pierleone, pretendente alla carica. Il papa fu liberato e poté prendere possesso del Laterano; ma per breve tempo.
La notizia di questi avvenimenti arrivò naturalmente ad Enrico V che si trovava nel nord d'Italia; egli accorse a Roma il 3 marzo e Gelasio pensò bene di fuggire, riparando a Gaeta, rifiutando l'invito fattogli dall'imperatore infido di tornare a Roma. Là egli venne consacrato il I0 marzo. Intanto Enrico, istigato principalmente dai Frangipane, ritenendo il papa decaduto per aver abbandonato la propria sede, aveva provveduto, due giorni prima, a far eleggere un antipapa nella persona dell'arcivescovo Maurice Bourdin, già scomunicato da Pasquale II, che assunse il nome di Gregorio VIII. All'elezione dell'antipapa, Gelasio II rispondeva il 9 aprile da Gaeta con la scomunica dell'imperatore e di Gregorio VIII. Il vecchio Gelasio II insomma si difendeva bene, e, appena Enrico V abbandonò Roma, ritornò in fretta nella sua sede, deciso ad opporsi allo scontro con i Frangipane. E questi non fecero attendere troppo il loro assalto: irruppero armati nella chiesa di S. Prassede il 21 luglio, mentre il papa stava celebrando la messa, ma non riuscirono ad avvicinarsi a lui. In una rocambolesca fuga il vecchio Gelasio, con ancora indosso i paramenti sacri, riusciva ad inforcare un cavallo e scappare da Roma. Ma non poteva certo seguitare a cavalcare e scappare in continuazione come un giovincello e perciò, stanco e malato, decise di recarsi in Francia accompagnato da una parte del collegio dei cardinali per tenere un concilio a Vienne, che definisse una volta per tutte la situazione interna di Roma e garantisse la persona e la dignità pontificia. Non ce la fece, perché la morte lo colse il 28 gennaio del 1119 a Cluny, dove venne sepolto. |