5.

EVARISTO

greco
Papa dal 97 al 105

Evaristo era nato a Betlemme da genitori ebrei che lo avevano istruito in Grecia; a Roma era divenuto cristiano al seguito di Clemente. Secondo la tradizione, prese il posto del maestro al momento del suo arresto e della estradizione nel Chersoneso, diventando capo della Chiesa di Roma nel 97. Ben poco si sa di lui dalle solite fonti oltretutto incerte e frammentarie, ma è ben strano che Clemente non venisse considerato ancora nella sua carica pur essendo in esilio: forse va considerato il primo papa che abbia abdicato sia pure forzatamente, essendo stato mandato in esilio. L'Annuario pontificio è di questo parere.

Evaristo divise la città in parrocchie o tituli, nome con il quale si indicavano i posti santificati dal martirio di qualche cristiano e che, una volta postavi una croce a memoria, erano destinati a luogo di edificazione di una chiesa. Ogni "titolo" fu assegnato ad un prete e la chiesa così diventava la "sede" personale del titolato. Si trattava di embrioni di chiese, più che altro, che avrebbero avuto sviluppo col tempo; luoghi d'incontro per ora, ma affidati a questi aiutanti del vescovo, come corresponsabili della Chiesa di Roma.
Evaristo ordinò inoltre che sette diaconi assistessero il vescovo mentre predicava e questo per offrire garanzie della sua ortodossia nei confronti delle erronee affermazioni degli eretici. Sarebbe stato lui inoltre a prescrivere che i matrimoni fossero celebrati in pubblico e con la benedizione del prete.

Morì nel 105, ma non è certo che sia da considerarsi martire e che sia stato sepolto presso la tomba di S. Pietro, come la tradizione afferma. Una tradizione napoletana lo dice tumulato a Napoli nella chiesa di S. Maria Maggiore.