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CONONEdella Tracia
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Per l'elezione del successore di Giovanni V, Roma si divise in due partiti; il clero sosteneva l'arciprete Pietro e la milizia il presbitero Teodoro. L'esercito comunque, per impedire la consacrazione di Pietro, occupò il Laterano e si riunì a S. Stefano Rotondo.
Non ci furono scontri, e si aprirono delle trattative; a un certo punto il clero tirò fuori una nuova candidatura, quella del presbitero Conone, di patria ignota, molto anziano, che finì per essere ben accetto anche alla milizia. L'esarca approvò e Conone fu consacrato il 21 ottobre del 686. Era molto malato e quindi la sua elezione tendeva più che altro a prender tempo; si aspettava solo che morisse, visto che l'ambizioso arcidiacono Pasquale si dette da fare presso l'esarca Giovanni Platina per ottenere la successione al pontificato dietro una concreta promessa di cento libbre d'oro. Giovanni Platina accettò l'offerta e diede ordine ai magistrati imperiali, che avevano una certa influenza sul popolo, di far eleggere Pasquale appena Conone fosse morto. Nel febbraio del 687 Conone intanto riceveva una lettera dell'imperatore Giustiniano II, in verità indirizzata al suo predecessore; in essa l'imperatore informava il papa di aver fatto trasportare nel suo palazzo gli atti del sesto concilio ecumenico per assumerne personalmente la responsabilità. Ma con questo l'imperatore intendeva in realtà sottolineare che egli si considerava, come nota il Seppelt, "l'effettivo signore della Chiesa". Non era un buon segno per il futuro. Conone morì il 21 settembre del 687 e fu sepolto in S. Pietro.
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