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CALLISTO III
Alonso de Borja

Nato a Jativa, Valencia, nel 1378

Eletto papa l’8.IV
e incoronato il 20.IV.1455
Morto il 6.VIII.1458

Il 4 aprile 1455 i quindici cardinali presenti a Roma entrarono in conclave in S. Pietro; dalla divisione dei porporati italiani nelle due fazioni che facevano capo agli Orsini e ai Colonna, trassero vantaggio gli spagnoli, che riuscirono a far eleggere uno di loro. L’8 aprile fu infatti acclamato papa il cardinale spagnolo dei Ss. Quattro Coronati, Alonso de Borja, il cui cognome fu comunemente poi italianizzato in Borgia.

Nativo di Jéltiva, in Valencia, era stato canonico presso Benedetto XIII, ma riconosciuto poi come papa legittimo Martino V, da questi era stato nominato vescovo di Valenza; Alfonso V lo aveva in seguito chiamato a Napoli come consigliere, ma non era andato d’accordo con la politica anticlericale di questo re, per cui Eugenio IV lo elevò alla porpora cardinalizia. Fu incoronato papa il 20 aprile e assunse il nome di Callisto III.
Diversamente dai suoi predecessori non s’interessò della "politica culturale", lasciando a metà l’opera di costruzione edilizia e facendo ammuffire i manoscritti nella biblioteca sorta da poco; suo unico scopo fu quello di mantenere l’ordine pubblico, ma lo fece restaurando in maniera spudorata il nepotismo che aveva caratterizzato Martino V. Giustificarlo, come fa il Castiglioni, con la "dura necessità per i papi di circondarsi di persone devote e interessate a sostenerlo nel governo dello Stato contro i turbolenti signorotti usurpatori di cariche e di terre statali" è estremamente ridicolo.
Unica parentesi di carattere religioso a questo impegno nepotistico fu l’interessamento attivo alla crociata contro i Turchi, con una serie di bolle che chiamarono la cristianità a impegnarsi nella santa missione; egli dette per questo fondo alle casse ecclesiastiche, mettendo su una flotta di sedici triremi che in verità raccolse scarsi frutti. Più concreta la vittoria riportata nel luglio del 1456 dal valoroso ungherese Giovanni Hunyady, che respinse l’avanzata dei Turchi giunti fino a Belgrado. Ma per il resto i sovrani cristiani non risposero all’appello del papa, come era nelle sue speranze.
E così il breve pontificato di Callisto III portò solo vantaggi alla sua famiglia, che avrebbe raggiunto il trionfo con Alessandro VI e i suoi figli; tutto cominciò con il conferimento della porpora cardinalizia a due figli delle due sorelle, Luis Juan de Mila, già vescovo di Segorbe, e Rodrigo de Borja y Doms. Luis Juan fu nominato legato pontificio a Bologna e il venticinquenne Rodrigo divenne vicecancelliere della Chiesa, capitano delle milizie pontificie e vescovo di Valenza. Un terzo nipote, don Pedro Luis, fratello di Rodrigo, rimase allo stato laico, ma raggiunse le più alte cariche dello stato pontificio: fu capitano generale di Santa Chiesa, con la proprietà di Castel S. Angelo e di altre fortezze, nonché prefetto di Roma. Era verosimilmente il favorito dello zio e, spalleggiato com’era, riuscì ad affidare a diversi amici numerosi incarichi "ministeriali" così che "Roma subì una vera e propria invasione spagnola" o meglio catalana, visto che "a frotte parenti e partigiani di questo casato, avventurieri in cerca di fortuna, affluivano in città", come annota il Gregorovius.
Ovviamente si trattò di una grande "ammucchiata" perché Callisto, come scrisse un biografo, "pervertì tutti gli uffici di Curia; creò cubiculari, protonotari, uditori, suddiaconi, chierici di camera, sino a formare una corte pretoriana. Nominò una cinquantina di segretari e vi cacciò dentro notai, operai, ignoranti in gran numero. Disonorò tutte le incombenze della Curia conferendo la dignità a indegni". Nobili e clero defraudati dissero la loro su questo papa nepotista e sull’invasione dei Borgia nella città; a tale epoca risale infatti quella che in genere è considerata la prima vera "pasquinata" della storia, anche se ci è giunta non datata:

Ai poveri suoi apostoli la chiesa avea lasciato Cristo;
preda dei ricchi suoi nipoti è resa oggi dal buon Calisto.

Ma il dominio di don Pedro Luis finì con la morte dello zio; avuta notizia che Callisto era moribondo, la notte del 5 agosto 1458 temette per la propria vita e, venduta la proprietà di Castel S. Angelo per 20.000 ducati al gruppo di cardinali che lo proteggeva, tra i quali il fratello Rodrigo, fuggì da Roma alla volta di Civitavecchia, dove sarebbe però rimasto vittima della malaria.

Callisto III morì il 6 agosto 1458, certo non rimpianto dai Romani che, scatenati dagli Orsini, sfogarono tutto il loro odio contro i Catalani, saccheggiando le case dei Borgia. Il papa fu sepolto in S. Pietro, ma più tardi le sue spoglie, insieme a quelle del nipote Alessandro VI, sarebbero state traslate nella chiesa degli Spagnoli, S. Maria di Monserrato.