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BONIFACIO IIRomano
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Lo stesso giorno della morte di Felice IV, il 22 settembre del 530, un ristretto
gruppo di preti, deciso a rispettarne le estreme volontà, si affrettò a eleggere papa
il suo prescelto, l'arcidiacono romano (di padre goto) Bonifacio, consacrandolo nella basilica Lateranense.
Contemporaneamente nella basilica Giulia un gruppo più numeroso di preti e laici consacrò papa il greco Dioscuro; erano in lizza i due schieramenti, il primo appartenente al partito filogoto e l'altro a quello bizantino. Così la Chiesa romana era di nuovo nel vivo di lotte e dissidi che durarono fortunatamente solo 22 giorni; infatti il 14 ottobre Dioscuro morì e così lo scisma ebbe termine. Il partito bizantino fece atto di obbedienza a Bonifacio. Poche le notizie che si hanno su questo papa; la sua maggiore preoccupazione sembra
sia stata quella di crearsi un successore. Una volta riconosciuto legittimo pontefice anche
dai preti sostenitori di Dioscuro, impose subito ad essi di sottoscrivere un atto con
il quale riconoscevano di aver disobbedito al decreto di Felice IV e promettevano che
non avrebbero mai fatto una cosa simile. Nello stesso tempo fu emanata una sentenza
di condanna della persona di Dioscuro. Quindi riunì un concilio nella basilica di
S. Pietro e in esso presentò un decreto con il quale nominava come suo successore
il diacono romano Vigilio: lo fece sottoscrivere e giurare da tutti i preti della
comunità romana.
Attraverso l'abile Vigilio, Bonifacio riuscì a far pubblicare e accettare nella regione Cevennica (comprendente Gallia, Germania e Liguria) il decreto Cunctos populos, emanato nel 380 dall'imperatore d'Oriente Graziano, con il quale la religione cattolica veniva riconosciuta religione di Stato. Bonifacio II morì il 17 ottobre del 532 e fu sepolto in S. Pietro; fu il primo papa a non essere dichiarato "santo". Tanto gli costò il suo abuso di potere. |