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LE MURA DEI PAPI |
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Alla metà del XVII secolo, Urbano VIII (Maffeo Barberini, papa dal 1623 al 1644), pensò che Roma dovesse aver bisogno di una nuova cinta muraria lungo il fianco del Gianicolo; già il colle di per sé agiva da roccaforte naturale, poiché da occidente sovrastava l'intera città, ma il vecchio confine edificato da Aureliano quasi quattordici secoli prima non era in buone condizioni, e non avrebbe più rappresentato una difesa valida.
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Il nuovo muro fu disegnato lungo una linea diretta che
percorreva il lato occidentale del colle, originando dal bastione più
meridionale della cinta preesistente. |
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Alla destra del traforo, una strada accompagna l'ultimo
tratto delle mura di Pio IV, che qui curvano e attraversano il
Gianicolo, per raggiungere presso il fiume il bastione di Sangallo e Porta
S.Spirito. Qualche metro oltre l'angolo segnato dallo stemma di Pio V
(bande diagonali), ha inizio il nuovo confine seicentesco, che si fonde con
quello più antico. |
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Dall'angolo dove una vecchia casa è stata costruita al
di sopra di un bastione, i palazzi moderni cessano di fronteggiare il muro, e
la strada si fa meno ripida; questo è il tratto più pittoresco della
passeggiata. |
A quei tempi, però, sarebbe stato improbabile che un
viaggiatore si fosse venuto a trovare qui, poiché non vi erano né porte né
strade (proprio come sul lato che circonda il Vaticano da occidente); solo
qualche passaggio di servizio, ora chiuso, veniva usato per raggiungere
all'esterno i punti del muro bisognosi di restauri.
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Subito prima dell'ultimo bastione, sul ciglio della strada,
si incontra un monunento dedicato a S.Andrea. Dal XV secolo, la testa
del santo era conservata come reliquia in S.Pietro. Nel XIX secolo fu
trafugata, e più tardi ritrovata in questo punto: papa Pio IX volle
erigere qui un monumento, datato 1848, in memoria del ritrovamento. La testa
del santo, però, non è più in S.Pietro: nel 1964 papa Paolo VI la
restituì alla città greca di Patrasso, di cui l'apostolo era originario, come
gesto di distensione verso la Chiesa Greco-ortodossa. |
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Finalmente, girato l'angolo, la strada si apre in un
ampio incrocio. Questo è il punto dove sorgeva l'antica Porta Aurelia, lungo
la via omonima, l'unica strada principale che collegava Roma ai territori
nord-occidentali. Fu in seguito rinominata Porta
S.Pancrazio dalla vicina chiesa omonima [rif. pianta 10].
la Porta S.Pancrazio di Urbano VIII,
racchiusa fra due bastioni |
I resti della porta romana erano ancora qui quando
Urbano VIII col nuovo al muro ne fece costruire una seconda, appena
all'esterno di quella antica (cfr. le illustrazioni). |
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Ma nel 1849, nel corso dei combattimenti fra l'armata della
fugace Repubblica Romana e le truppe francesi alleate di papa Pio IX, anche
la porta di Urbano subì notevoli danni: qualche anno dopo fu sostituita da
una terza, a forma di massiccio arco a pianta quadrata, datato 1854, che ora
si erge al centro dell'incrocio. |
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Qui, appena qualche metro all'interno del parco, si
vede una facciata ...senza edificio. Questa è detta "Casa di Michelangelo" [rif. pianta g]: è l'autentica facciata di un antico palazzo,
ritenuto il domicilio romano dell'artista dal 1531. In origine sorgeva a
Macel de' Corvi, una strada presso il Campidoglio; nel 1902 la zona dovette
essere spianata per la costruzione dell'enorme monumento al re Vittorio
Emanuele II, e l'edificio fu abbattuto assieme ad altre vecchie case, ma
la facciata della Casa di Michelangelo venne risparmiata. Dapprima fu collocata
a lato della scalinata del Campidoglio, e infine nel 1941 fu spostata al
Gianicolo, dove ora copre un serbatoio d'acqua. |