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Porta Metronia
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Attualmente la porta, incassata nel suolo almeno per m. 1,50,
si presenta con la struttura datagli nel periodo medioevale. L'arco del
fornice, largo m. 3,22, più visibile sulla parete esterna, è ornato in
opera laterizia del secolo XII; l'interno è tamponato con pezzi di
peperino di varia forma misti a tegole e tufo. Il torrione centrale di
epoca medioevale, basso e merlato, è largo m. 6,90 e profondo m. 4,55. La
sua struttura muraria non sembra molto accurata: in opera listata
all'esterno e opera incerta all'interno. E' interessante che la torre
è sporgente verso l'interno della città: questo particolare l'ha fatta
interpretare come una sorta di controporta. Ma tale interpretazione sembra
cozzare con il fatto che la costruzione della torre (databile
probabilmente proprio all'epoca dell'epigrafe: 1157) è posteriore al
passaggio dell'Acqua Mariana (1122). In realtà la torre è forse da
interpretare come una mola fortificata che doveva sfruttare il corso
d'acqua, in maniera analoga alle vicine Torri di
S. Sisto Vecchio e alla Torre della
Moletta.
Accanto all'iscrizione
che ricorda i restauri del 1157, si trova un'altra iscrizione che ricorda
i restauri fatti nel 1579 dal conservatore romano Cesare Giovenale
Manetti, discendente di uno dei consiglieri ricordati nell'epigrafe
medioevale, a ricordo della devozione che la famiglia Manetti ha sempre
avuto verso la patria.
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