LE MURA AURELIANE NEL MEDIOEVO
Sopravvivenze medioevali nella cinta muraria

Porta Metronia (pag. 1 di 2)
Questa porta - il cui nome, forse proveniente da un fondo posto al suo esterno, cambiò spesso nel corso dei secoli in Metrodia, Metaura, Mediana, Mitrobi, Metrovia - si apre nel recinto aureliano, in corrispondenza della Porta Querquetulana della più antica cinta muraria di Servio.
Voluta in origine con la struttura e le funzioni di una posterula per dare accesso al Celio attraverso una strada di secondaria importanza, Porta Metronia è fornita solo di un piccolo fornice, privo di qualsiasi rivestimento marmoreo, senza torri di fiancheggiamento. La sua difesa è affidata alla particolare collocazione lungo la cinta difensiva, confinata in un profondo angolo rientrante controllato dalle mura convergenti.
La massiccia torre che ancora la sovrasta è pertanto costruzione di epoca tarda. Nel 1122 Callisto II decise di far passare sotto la porta (forse già chiusa da tempo) le acque dell'Acqua Mariana (detta anche Marrana), che giungeva a Roma presso Porta S. Giovanni e, varcata Porta Metronia, scendeva fino alla chiesa di S. Sisto, percorreva la Valle delle Camene e si gettava nel Tevere all'altezza di S. Maria in Cosmedin, alimentando i mulini fortificati che incontrava lungo il suo percorso.
Sebbene trasformata in una sorta di varco per l'acqua la porta continuò ad essere oggetto di restauri al pari di tutto il recinto murario, come dimostra l'epigrafe, ancora visibile sulla sua facciata interna, la quale ricorda il restauro eseguito da parte del Senato romano nel 1157 e firmato da dieci senatori:
Regio S. Angeli. + Anno MCLVII Incarnationis / Domini Nostri Iesu Christi S.P.Q.R. hec menia / vetustate dilapsa restaura- / vit, senatores Sasso, Iohannes de Al- / berico, Roieri Buccacane, Pinzo / Filippo, Iohannes de Parenzo, Petrus / Deustesalvi, Cencio de Ansoino, / Rainaldo Romano, / Nicola Mannetto
( "Regione S. Angelo + Nell'anno 1157 della incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo il Senato e il Popolo Romano queste mura rovinate dalla vecchiaia restaurarono. Erano senatori Sasso, Giovanni di Alberico, Roieri Buccacane, Pinzo, Filippo, Giovanni di Parenzo, Pietro Diotisalvi, Cencio di Ansoino, Rainaldo Romano, Nicola Mannetto"). Si tratta dei consiglieri che costituivano l'esecutivo del Senato e che, in un momento in cui il Comune democratico voleva affermare la sua indipendenza dal potere papale, esegue il restauro e lo ricorda senza nemmeno citare il nome del pontefice regnante: siamo nell'acceso periodo della Renovatio senatus.
Nel corso dei secoli, le immagini che ritraggono Porta Metronia continuano a rappresentarla come un semplice passaggio arcuato sotto cui scorre l'Acqua Marrana, ad uso irrigativo degli orti: così la ritrae la pianta di Alessandro Strozzi del 1474, del Bufalini del 1551, del Du Pérac del 1577, del Falda del 1676, e del Nolli del 1748 (ma non la pianta del Tempesta del 1593). (continua a pag. 2 di 2)

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