S. Caterina dei Funari
Rione S. Angelo, via dei Funari

Sorge in una delle zone che furono il cuore della vita cittadina nel Medioevo, il che è testimoniato anche dalla precocità degli insediamenti patrizi e religiosi. Il termine «dei Funari» si riferisce agli artigiani che fabbricavano canapi e corde e che allo scopo utilizzavano gli ambienti seminterrati dei numerosi edifici antichi della zona, dove mantenere i cordami nella necessaria umidità per poterli poi lavorare.

Come si presenta oggi, è un rifacimento tardorinascimentale di una chiesa medioevale, S. Maria Domine Rose, sorta intorno al IX secolo sui resti della Crypta Balbi e in diretto collegamento con il Castrum Aureum.
Probabilmente all'inizio del XIII secolo, la chiesa di S. Maria Domine Rose subì un primo complessivo rifacimento che la trasformò in un ampio edificio a pianta basilicale a tre navate, con la facciata rivolta verso l'attuale via Caetani. Nel muro di fondo della navata sinistra della chiesa è recentemente tornato alla luce un frammento di affresco pertinente proprio alla fase bassomedievale della chiesa: esso presenta un fregio composto da fasce di colore rosso e verde scuro e da un settore centrale a girali neri su fondo ocra. In alto, restano tracce di un'iscrizione dipinta in bianco a lettere capitali, con il nome di S. LAVRENTIV[S]. È possibile che parte della navata sinistra della chiesa fungesse nel XIII secolo da cappella dedicata al protomartire, la cui esistenza è documentata da una bolla di Martino V del 1422.

Nel 1534 Paolo III concesse la chiesa a S. Ignazio, che vi fondò la Compagnia delle Vergini Miserabili Pericolanti, sanzionata poi da Paolo IV nel 1558, che patrocinò la costruzione di una nuova chiesa di cui il cardinale Cesi fu il sovvenzionatore. La chiesa sorse tra il 1560 e il 1564 su architettura di Guidetto Guidetti, allievo di Michelangelo, che vi realizzò uno dei primi esemplari di architettura controriformata, con una bella facciata a due ordini; il singolare campanile insiste su di una torre del xv secolo.

L'interno

a navata unica con tre cappelle absidate su ogni lato, è in eleganti forme tardorinascimentali, e possiede notevoli opere d’arte dei più famosi artisti del manierismo romano (sec. XVI-XVII): nella prima cappella sinistra, Incoronazione di Maria, di Annibale Carracci (1600), nella seconda, di architettura vignolesca, Deposizione, di Girolamo Muziano, affreschi dello stesso e di Federico Zuccari; nella cappella maggiore, ai lati dell’altare, Storie di S. Caterina dello Zuccari e pitture di Raffaellino da Reggio.

Il retrostante conservatorio di S. Caterina dei Funari, che si estendeva fino a via delle Botteghe Oscure, fu demolito nel 1940, senza poi effettuare la prevista ricostruzione, e restò in abbandono fino ad anni recenti, quando vi sono stati intrapresi scavi archeologici.

Particolare interessante della attuale chiesa di S. Caterina è il campanile, che ingloba una torre tardomedioevale.