|
S. Agata dei Goti
Rione Monti, via Mazzarino 14-16 |
|
Assai poco conosciuta, oppressa dalla
vicina mole dei bianchi edifici di servizio della Banca d'Italia, S. Agata
dei Goti risulta essere una chiesa di grande fascino ed interesse storico
in quanto è l'unica testimonianza del culto ariano praticato dalla comunità
gotica di Roma
Storia Fondata nel V secolo, è sita in una zona che
nel Medioevo era detta Vicus Corneliorum (attuale Via Mazzarino,
laterale di via Panisperna). Nei documenti medioevali
è ricordata anche come S. Agata in Suburra, S. Agata in Monasterio, S.
Agata super Subura.
La chiesa, che aveva continuato nel culto ariano anche sotto il successivo regno ostrogoto, fu restaurata nel 592 da papa Gregorio I Magno (590-604) che la consacrò alla religione cattolica. Fu poi nuovamente restaurata sotto papa Leone III (795-816); e fu forse in tale occasione che vi fu annesso il monastero benedettino (i cui ultimi resti medioevali sono stati distrutti per la creazione del palazzo della Banca d'Italia). L'aspetto attuale si deve agli interventi del 1637, del sec. XIX e del 1932; attualmente è officiata da monaci irlandesi Visita Nella sua struttura essenziale ricorda ancora fedelmente la costruzione del V secolo, pur sotto le vesti del rifacimento complessivo di Domenico Castelli intorno al 1630. La facciata, come già detto, si apre su via Mazzarino, una traversa di via Panisperna, e dà adito ad un suggestivo atrio quadriportico posto ad un livello più basso rispetto al piano stradale attuale e fa parte della ricostruzione del 1630 sul sito di quello antico. Nel braccio destro dell'atrio si conservano i resti di recinzioni presbiteriali - frammenti di plutei, pilastrini - di età altomedioevale (V-IX secolo), provenienti dall'antica suppellettile della chiesa.
Da notare anche il campanile della seconda metà del XII secolo. |