Gian Lorenzo Bernini "David" Storia dell'opera
La statua è la quarta della serie di brillanti e innovativi
sculture per Scipione Borghese raccolte nel Casino della villa sul Pincio,
sulle quali si fondò la reputazione europea di Bernini. La datazione e
l'ordinamento cronologico della statua all'interno dell'opera giovanile
rimasero a lungo controverse, finché ltalo Faldi non poté chiarirle grazie
ad un ritrovamento d'archivio: il mandato di pagamento a Bernini del 18
luglio 1623, dal quale si può dedurre che la statua era in quel momento in
lavorazione'. Anche un aneddoto riferito dal figlio Domenico Bernini e da
Baldinucci, secondo il quale il cardinale Maffeo Barberini avrebbe sorretto lo specchio a
Bernini intento a foggiare il volto di David secondo le proprie fattezze,
indica la prima metà dell'anno 1623. Baldinucci riferisce che la statua
venne realizzata in soli sette mesi. Il 31 gennaio 1624 venne pagato il
piedistallo, mentre al più tardi il 2 maggio 1624 la statua deve essersi
trovata collocata su tale piedistallo, che è andato perduto. La posizione
del David nello sviluppo artistico di Bernini si è con ciò chiarita: la
statua è stata creata dopo il Ratto
di Proserpina e contemporaneamente alla realizzazione del
gruppo Apollo e
Dafne, di cui sappiamo che era in lavorazione al più tardi
nell'agosto 1622, che Bernini vi si dedicava ancora nel febbraio 1623, che
ne interruppe momentaneamente l'esecuzione per dedicarsi al David e che la
riprese però al più tardi nell'aprile 1624. Bernini ha realizzato de facto
parallelamente le due opere forse più sorprendenti fra i suoi successi
giovanili. Resta da chiarire se dalla contemporaneítà della loro
realizzazione si possa concludere anche che fossero concepiti
contenutisticamente come
pendant. La statua
berniniana del David non è giunta a noi nel suo stato originario. La sua
base è stata ingrandita e così privata del primitivo effetto
illusionistico. La statua era collocata originariamente contro una parete
della "Stanza del Vaso", la prima sala del pian terreno del Casino. Il
visitatore che entrava nella sala la scorgeva da sinistra, e Bernini ha
studiato la composizione soprattutto per questo punto di vista. Dalla
torsione del corpo di Davíd verso questo lato risultava che il visitatore
della sala coglieva un'intera serie di vedute mirabilmente composte della
statua, prima di poterne guadagnare la visione frontale.
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