Scipione Emiliano

riferimenti cronologici:
guerre puniche 264 - 146 a.C.
terza guerra punica 149 - 146 a.C.
Scipione Emiliano 189 - 129 a.C.

documenti cronologici del sito:
> IIIª guerra punica (149 - 146 a.C.)

Publio Cornelio Scipione Emiliano nasce nel 189 a.C.. E' figlio naturale dell'importante uomo politico Lucio Emilio Paolo, già console della repubblica e con il quale prestò in servizio in Macedonia.

Viene adottato dalla famiglia degli Scipioni, in particolare dal figlio maggiore dell'Africano, dalla quale eredita il nome.

Il prestigio ereditato dai suoi genitori, sia quelli naturali sia quelli adottivi, lo aiutarono ad emergere nella complessa società Romana.

Il suo precettore fu lo storico greco Polibio, mentre Marco Porcio Catone (il censore) fu uno dei suoi più potenti alleati ed estimatori.

L'Emiliano fu il leader riconosciuto di quello che venne definito il "circolo degli Scipioni", una libera associazione di politici ed intellettuali legati tra loro da idee comuni. Di questo circolo facevano parte personaggi influenti quali Lelio e Terenzio.

Le capacità militari dimostrate sia in Spagna sia in Africa, lo portarono al consolato, nel 147 a.C., quando ancora non ne aveva maturato il diritto. In quel periodo era in corso la terza guerra punica e il popolo vedeva in lui l'uomo giusto per risolverla a favore di Roma.

E fu proprio lui a risolvere in modo definitivo il conflitto tra Roma e Cartagine, con la distruzione della grande capitale Africana.

Nel 142 a.C. divenne censore, ma i suoi propositi moralistici si scontrarono con la mentalità liberale del suo collega.

Nel 134 a.C. venne di nuovo eletto al consolato per risolvere il lungo conflitto con la città di Numazia, in Spagna. Ancora una volta Scipione si dimostrò all'altezza del compito e anche Numazia subì la stessa sorte di Cartagine.

Scipione Emiliano, sempre più conservatore, si mise contro il suo cognato Tiberio Gracco di cui contestò l'innovativa legge agraria.

L'Emiliano morì nel 129 a.C. in circostanze misteriose, in un momento in cui la sua popolarità era indubbiamente calata. Si sospettò della moglie Sempronia che avrebbe in questo modo vendicato l'atteggiamento del marito nei confronti dei suoi fratelli. Scipione Emiliano aveva addirittura approvato l'omicidio di Tiberio.