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Scipione Emiliano
riferimenti cronologici:
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documenti cronologici del sito:
Publio Cornelio Scipione Emiliano nasce nel 189 a.C..
E' figlio naturale dell'importante uomo politico Lucio Emilio
Paolo, già console della repubblica e con il quale prestò in servizio
in Macedonia.
Viene adottato dalla famiglia degli Scipioni, in particolare
dal figlio maggiore dell'Africano, dalla quale eredita il nome.
Il prestigio ereditato dai suoi genitori, sia quelli naturali sia
quelli adottivi, lo aiutarono ad emergere nella complessa società
Romana.
Il suo precettore fu lo storico greco Polibio, mentre
Marco Porcio Catone (il censore) fu uno dei suoi più potenti
alleati ed estimatori.
L'Emiliano fu il leader riconosciuto di quello che venne
definito il "circolo degli Scipioni", una libera associazione di
politici ed intellettuali legati tra loro da idee comuni. Di questo
circolo facevano parte personaggi influenti quali Lelio e
Terenzio.
Le capacità militari dimostrate sia in Spagna sia in Africa, lo
portarono al consolato, nel 147 a.C., quando ancora non ne aveva
maturato il diritto. In quel periodo era in corso la terza guerra punica e
il popolo vedeva in lui l'uomo giusto per risolverla a favore di
Roma.
E fu proprio lui a risolvere in modo definitivo il conflitto tra
Roma e Cartagine, con la distruzione della grande capitale
Africana.
Nel 142 a.C. divenne censore, ma i suoi propositi
moralistici si scontrarono con la mentalità liberale del suo
collega.
Nel 134 a.C. venne di nuovo eletto al consolato per
risolvere il lungo conflitto con la città di Numazia, in Spagna.
Ancora una volta Scipione si dimostrò all'altezza del compito e anche
Numazia subì la stessa sorte di Cartagine.
Scipione Emiliano, sempre più conservatore, si mise contro il suo
cognato Tiberio Gracco di cui contestò l'innovativa legge
agraria.
L'Emiliano morì nel 129 a.C. in circostanze misteriose, in
un momento in cui la sua popolarità era indubbiamente calata. Si sospettò
della moglie Sempronia che avrebbe in questo modo vendicato
l'atteggiamento del marito nei confronti dei suoi fratelli. Scipione
Emiliano aveva addirittura approvato l'omicidio di Tiberio.
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