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Grottaferrata is a small town which developed around an abbey
founded in 1004 by St. Nilus a monk from Calabria, who followed the rules
set by St. Basil. In the late XVth century the abbey was fortified by
Cardinal Giuliano Della Rovere, nephew of Pope Sixtus IV, who became Pope
Julius II in 1503.
Fortifications of
Grottaferrata
The fortifications were probably meant for the protection of the
cardinal himself, more than for the abbey. The cardinal had a difficult
relationship with Pope Alexander VI Borgia and the fortified abbey could
provide him with a secure haven in case of need. The fortifications were
most likely designed by Giuliano da Sangallo or by Baccio Pontelli and
they were expected to resist the impact of artillery. Cardinal Della
Rovere was bishop of Ostia and he had fortified that location with a small
castle, now known as Castello di
Giulio II.
Gate of the Abbey
The entrance to the abbey is framed by reliefs inspired by ancient
Roman patterns, very often having a military subject and called
candelabra (chandelier) for their vertical alignment. A similar
decoration can be found in S. Aurea, the
church of Ostia. Both the inscription above the entrance and those at its
sides make reference to Cardinal Della Rovere.
Main cloister When we
think of a cloister, we do not expect to see such high columns and
harmonious vaults as those built by Cardinal Della Rovere.
S. Maria di
Grottaferrata The vestibule is the only part left of the
ancient church as the interior was almost entirely redesigned in 1754. The
façade was modified in the XXth century and it was given a medieval
appearance. The fine bell tower is dated XIIth century.
Mosaic above the entrance and main
altar
In the early XIXth century travellers came to
Grottaferrata to see the frescoes by Domenichino in a separate chapel of
the church: at that time Domenichino and Guido (as Guido Reni was called)
were considered the last great Italian painters before the Decadence (i.e.
the Baroque period). Later on in the XIXth century the admiration for
Domenichino faded away (read Henry James' account of
his visit to Grottaferrata). The vestibule retains a very fine old
mosaic showing the Saviour between the Virgin and St. John: the monk
portrayed at a smaller scale is St. Nilus. The sacred image worshipped in
the church (a Greek icon) is framed by a very richly decorated Baroque
altar.
Brano dall'Itinerario di Giuseppe Vasi del 1761 relativo a
questa pagina:
S. Maria di Grotta FerrataCorreva il decimo secolo
della nostra salute, quando Agareno Arabo, soggiogava tutta la
Calabria, con una fierissima persecuzione contro i Cristiani; ma
molto più contro i monaci, e religiosi, ed essendo in quella
Provincia per il timore disertati tutti i monasterj, e romitorj, s.
Bartolommeo Nileo discepolo di s. Nilo monaco dell'Ordine di s.
Basilio, scelse 60. de' suoi monaci di rito greco, e fuggendo le
crudeltà del Barbaro predatore, se ne venne nel Lazio per servire
Iddio in santa pace. Giunto nell'ameno campo in vicinanza del
Tusculo, quasi per divino istinto fu guidato ad una sa grotta, che
ancora oggidì si vede, dove insieme co' suoi religiosi si ricoverò;
e dormendo in essa con tutti gli altri compagni, gli apparve la ss.
Vergine dicendoli, che ivi si fermasse, e vi fabbricasse una chiesa
in suo onore. Dominavano allora nel Tusculo undici Conti di
grande autorità e possanza, i quali avendo avuto la stessa visione,
non solamente somministrarono i sussidj per la fabbrica della chiesa
e monastero; ma con somma generosità provvidero loro di rendite per
lo mantenimento di cento Monaci sotto la condotta di s. Bartolommeo
loro primo Abate, e fondatore. Questi datosi subito a fabbricare,
operò quivi diversi segnalati miracoli, e fra gli altri, che stando
per cadere una delle otto colonne, che egli dalle rovine antiche,
ivi cavate aveva, per ornarne la chiesa, come ancora si vede, egli
la fermò in aria col segno della santa Croce. Crebbe poi a tal
segno la devozione de' Fedeli verso quel santuario, che accrebbero
quelle entrate alla somma di 60. mila scudi annui, con 21. chiese e
monasterj soggetti; arricchiti e segnalati con vari privilegj.
Nulladimeno a poco a poco mancato il fervore e la devozione;
massimamente in occasione dello scisma tra la Chiesa Greca, e la
Latina nell'anno 1462. alli 28. di Agosto su quel monastero da Pio
II. ridotto in commenda Cardinalizia, onde molti Cardinali
Commendatarj hanno ristaurata, ed ornata la chiesa con marmi,
sculture, e pitture insigni, tenendosi in gran conto quelle nella
cappella laterale dipinte a fresco dal Domenichino, per commissione
del Card. Farnese, mentre era Commendatario di quel monastero, ora
ridotto a pochi monaci.
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