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L'Isola Tiberina era uno dei soggetti preferiti
dell'artista, essendo stata riprodotta in non meno di cinque dei suoi
dipinti. Questo in particolare si concentra sul lato settentrionale
dell'isola [1], collegato alla
terraferma (rione Sant'Angelo) per mezzo dell'antico Ponte
Fabricio [2], di epoca romana, la cui
forma e struttura sono ancora quelle originali. Sin dal medioevo,
lungo le rive [3] così come pure
sull'isola stessa, erano sorte molte case. Quando sul finire del
XIX secolo furono posti in opera gli alti muraglioni per proteggere
la città dalle frequenti inondazioni, alcune trasformazioni furono
inevitabili (all'epoca ciò non costituiva neppure un problema), e
l'intera filiera di case lungo il fiume venne demolita senza troppi
scrupoli. |
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Negli stessi anni, anche l'isola subì
delle modifiche. Gran parte delle catapecchie che ne coprivano interamente la
superficie furono rimosse; procedendo in questo modo, fu parzialmente
ripristinata anche la vista sugli antichi ponti: si noti come il secondo
fornice del ponte non sia visibile nel dipinto perché interamente coperto. Gli
unici edifici che vennero lasciati sul posto furono la chiesa di S.Bartolomeo
e l'antico ospedale dell'isola, il cui spigolo, coperto da una vecchia casa
nella veduta di Roesler Franz, è visibile nell'immagine moderna (al margine
destro della foto).