Ettore Roesler Franz
e la Roma perduta



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Via Giulio Romano




Le prime due vedute sono così diverse che a malapena vi si riconosce lo stesso soggetto, visto dalla stessa prospettiva.
Via Giulio Romano (freccia rossa nella pianta del 1577 qui a sinistra), una strada ormai scomparsa, era situata presso il lato settentrionale del Campidoglio. Prendeva il nome dal famoso pittore di età barocca, la cui casa sorgeva qui.
Fino alla fine del XIX secolo il quartiere era un vero labirinto di viuzze, come mostra la pianta; in particolare, quella che oggi è una delle piazze più grandi di Roma, piazza Venezia, era meno di un terzo delle sue dimensioni attuali (asterisco rosso), e si chiamava piazza San Marco dal titolo dell'antica basilica di S.Marco, lì vicino.

Qui una volta sorgeva un complesso formato da due grandi edifici, Palazzo Venezia e Palazzetto Venezia (subito sopra l'asterisco), che in origine erano stati edificati per il papa Paolo II alla metà del XV secolo.

Nel dipinto di Roesler Franz, via Giulio Romano [1] correva alle spalle di Palazzetto Venezia, il cui retro si vede a sinistra [2].

Poiché il vicino Palazzo Senatorio sul colle capitolino (il punto rosso nella pianta) era la sede dell'amministrazione civica, Paolo II aveva pensato bene di costruire un passaggio sopraelevato che si estendeva dal retro del suo complesso al colle stesso. L'arco che traversava via Giulio Romano [3] è in effetti il primo tratto del passaggio. Un secondo arco si trovava nella via parallela, chiamata Macel de' Corvi, dove nel '500 aveva abitato Michelangelo Buonarroti.
Alla fine del XIX secolo l'enorme monumento al re Vittorio Emanuele II venne costruito accanto al Campidoglio, e piazza San Marco fu notevolmente allargata, in modo da non coprire la visuale sul monumento stesso. Nei due decenni successivi gran parte del vecchio quartiere attorno al colle fu raso al suolo, e lo stesso Palazzetto Venezia fu smontato e fedelmente ricostruito a una cinquantina di metri dal punto dove sorgeva in origine. Quanto andò perduto si intuisce facilmente comparando le due immagini in alto.  Nel dipinto si vede una parte del quartiere [4], i cui edifici coprivano la vista delle antiche rovine dei Fori Imperiali, fra le quali la celebre Colonna Traiana, chiaramente visibile nella foto e nella parte inferiore della pianta.

L'unico particolare riconoscibile in entrambe le vedute è la cupola della chiesa di Santa Maria di Loreto [5] (quella a sinistra nella foto), la cui parte superiore fa capolino da dietro i tetti. Anche la chiesa "gemella", il Santissimo Nome di Maria (a destra nella foto), è completamente coperta.
Oggi tutta l'area su cui sorgeva il vecchio quartiere è un'enorme piazza, dominata dal gigantesco monumento; non rimane alcuna traccia della via dove E. Roesler Franz sedeva coi suoi pennelli, che una volta corrispondeva al punto più in basso nella foto a sinistra.