Valentino era romano, figlio di un certo Leonzio, della regione di via Lata; si sa molto poco di lui, ma il suo pontificato non dovette essere più lungo di 40 giorni. Ignoriamo le date di elezione, consacrazione e morte, tutte comunque ristrette tra l'agosto e il settembre dell' 827 .
Era stato eletto cardinale diacono da Pasquale I: ma era un buono, non amava le alte cariche e tanto meno il potere nelle vesti di pontefice.
Così, quando nel Laterano si sentì una voce dall'alto, lanciata da chi sa chi, ma intesa come voce propria dello Spirito Santo, che diceva: "Valentino santissimo arcivescovo è degno della sede apostolica!", il popolo, il clero e la nobiltà si precipitarono nella basilica di S. Maria Maggiore, dove se ne stava raccolto in preghiera. E lui cadde dalle nuvole, protestò la sua indegnità, dichiarò la totale inesperienza a così alto compito; ma fu portato in trionfo in Laterano e messo sul trono. Venne poi consacrato in S. Pietro.
Ma il povero Valentino era un tipo malaticcio, debole e probabilmente il cuore non resse a tanto impegno. Non ci fu tempo neanche per comunicare all'imperatore la sua elezione; sparì come una meteora, troppo "pio" per i tempi che correvano. Probabilmente fu sepolto in S. Pietro.
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