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STEFANO VII

romano
Papa dal dicembre 928 al febbraio 931

Figlio del nobile romano Teudemondo, fu introdotto nella vita eclesiastica non essendo primogenito. Prima di essere eletto papa fu saltuariamente cardinale della diocesi di Sant' Anastasia.
Come il suo predecessore, Stefano VII fu una creatura di Marozia. Questa, proprio l'anno della consacrazione di Stefano, restò vedova del suo secondo marito, Guido, morto probabilmente dopo aver fatto alla moglie l'ultimo regalo; quello di assassinare Giovanni X, se è vero che ancora languiva nel carcere, quando già Roma aveva il nuovo papa.

Anche di questo pontefice, eletto nel dicembre del 928, si sa ben poco, e non fanno certo storia per la sua biografia le notizie relative a privilegi da lui concessi in favore di alcuni monasteri. Fu un altro papa-fantoccio nelle mani di Marozia, che mirava solo a poter vedere sul trono suo figlio Giovanni. Eppure la figura di questa donna, così criticata per la sua condotta libertina, ha una sua importanza.
Al di là delle sue passioni amorose, dei suoi adulteri e dei suoi numerosi matrimoni, in lei si evidenzia, come ha osservato il Falco, una "volontà decisa d'imporre virilmente l'impero della propria ambizione" per stroncare a Roma l'anarchia feudale e fondare nell'universale disordine un forte potere civile che annullasse il potere temporale dei papi. II suo errore fu quello di usare i papi come fantocci; errore in cui non cadde suo figlio Alberico che operò nel solco di una coscienza politica cittadina, relegando i pontefici nello svolgimento dell'attività religiosa, per la quale solo mantenne l'istituzione del papato.

Stefano VII morì nel febbraio del 931, lasciando il posto al figlio di Marozia, Giovanni. Fu sepolto nelle Grotte Vaticane.