Nomi e nazionalità dei papi



Il primo papa che cambiò il suo nome al momento della nomina fu Giovanni II nel 535. Il suo nome originale era Mercurius o Mercurialis e aveva ovviamente un riferimento troppo chiaro al dio pagano. Nel 955 un altro Giovanni (XII) cambiò il suo nome per motivi simili: il suo nome originale era Ottaviano e pensava che portare il nome del grande imperatore romano Augusto non si addicesse al suo ruolo papale. Ancora un altro Giovanni (XIV) nel 983 abbandonò il suo nome originale: in questa occasione il suo nome, Petrus, era troppo impegnativo. Poco dopo il cambio del nome divenne la regola: nel 996 l'imperatore Ottone III impose ai Romani l'elezione del cugino Brunone di 24 anni; il giovane, il primo papa tedesco (Gregorio V), cambiò il suo nome in quello di un grande papa romano per indicare che era ora un cittadino romano e che la sua origine straniera non aveva più importanza. Dopo di lui, quasi tutti i papi successivi adottarono un nuovo nome.
Nec nomen mutabo, nec mores, Marcellus fui, Marcellus ero ("Né nome né condotta cambierò: ero Marcello, sarò Marcello"). Nel 1555 il cardinale Marcello Cervini ruppe la tradizione e mantenne il suo nome. Questa deviazione rimase isolata, forse perché il povero papa Marcello II morì appena 27 giorni dopo la sua elezione.
Molto spesso il nuovo papa sceglie il nome del suo predecessore o del papa che lo aveva nominato cardinale. Così tutti furono colti di sorpresa nel 1958 quando il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli scelse di chiamarsi Giovanni XXIII, un nome che non veniva scelto da più di 500 anni, anche perché c'era incertezza se il cardinale Baldassarre Cossa, eletto nel 1410 con il nome di Giovanni XXIII da un conclave a Bologna dovesse essere considerato un papa o un antipapa. Ma il cardinale Roncalli interrompendo la serie di Pio che avevano governato la Chiesa per quasi due secoli, volle dare un segnale precoce del suo desiderio di innovazione.


Nazionalità dei Papi


Il Pontificio Collegio Polacco e un particolare della Chiesa polacca in S. Stanislao

Nei primi secoli del Cristianesimo alcuni dei Vescovi di Roma furono scelti tra membri delle comunità siriane e greche, perché in questi paesi la nuova fede aveva molti più seguaci che in Italia: questa tendenza continuò fino all'VIII secolo (quando su 12 papi 6 furono di origine greca o siriaca) per un motivo in reltà diverso: Roma era diventata una provincia remota dell'Impero Romano d'Oriente e la nomina del papa richiedeva l'approvazione dell'Imperatore, che risiedeva a Costantinopoli.
L'influenza bizantina in Italia fu sostituita da quella di Carlo Magno. Nell'XI secolo 8 papi furono di origine tedesca o francese. Nel 1305 Filippo il Bello, re di Francia, impose l'elezione del francese Bertrand de Got (Clemente V) che non mise mai piede a Roma e stabilì la sua residenza in Francia, alla fine ad Avignone; i successivi 6 papi furono tutti francesi. Il ritorno della sede papale a Roma fu seguito da un periodo di grande confusione con due o addirittura tre papi contemporaneamente. Nel 1415 un Concilio tenutosi nella città tedesca di Costanza portò alla nomina di Martino V e da allora tutti i papi sono stati di origine italiana con le seguenti eccezioni:
Callisto III - Alfonso Borgia - 1455-1458 - spagnolo
Alessandro VI - Rodrigo Borja - 1492-1503 - spagnolo
Adriano VI - Adriaan Florisze - 1522-1523 - olandese
e ovviamente Giovanni Paolo II - Karol Wojtyla - 1978-2005 - polacco.
Molti papi provenivano dagli altri Stati italiani, in particolare dalla Toscana.