108.

MARINO I
(computato come Martino II)

di Gallese
Papa dal 16.XII.882
al 15.V.884

Marino I, originario di Gallese, fu eletto papa il 16 dicembre dell'882. Al servizio della Chiesa dall'età di dodici anni, era stato ordinato suddiacono da Leone IV e diacono da Niccolò I; aveva presieduto all'ottavo concilio ecumenico nel quale era stato condannato Fozio, e di questi rimase sempre acerrimo nemico. Divenuto arcidiacono, era stato consacrato vescovo di Cere in Etruria da Giovanni VIII e svolgeva le funzioni di tesoriere della Chiesa romana. Da ultimo era stato capo della delegazione che a Costantinopoli aveva contestato il reintegro nelle funzioni di patriarca di Fozio e per questo era finito in carcere per ordine dell'imperatore Basilio. Ma la relazione presentata poi a Giovanni VIII aveva determinato il rinnovo della scomunica all'indegno patriarca.

La sua elezione a pontefice, sulle cui circostanze non si hanno particolari notizie, costituisce il primo caso di traslazione di un vescovo alla sede di Roma, ma la cosa non dovette determinare particolari dissidi all'interno del clero; l'unico a risentirsi fu ovviamente Fozio, che sfruttò l'infrazione alla regola per rifiutarsi di riconoscere il papa. Era solo una scusa per vendicarsi in qualche modo nei confronti del suo irriducibile avversario. Da parte dell'imperatore Carlo il Grosso invece non ci fu nulla da ridire; ma i due s'incontrarono nell'abbazia di Nonantola, presso Modena, e lì si ebbero delle trattative, peraltro amichevoli, dal momento che Marino proveniva dal partito filogermanico.
Fu infatti concessa la grazia al vescovo Formoso e a quanti avevano partecipato alla congiura contro Giovanni VIII; Formoso fu reintegrato nella sua sede vescovile di Porto. Inoltre fu riconfermata la condanna di Fozio. Da parte sua l'imperatore depose Guido di Spoleto, sotto l'accusa di alto tradimento in accordo con l'imperatore bizantino, e ordinò al conte Berengario d'invadere il ducato. Guido fuggì nel meridione alla ricerca di un'alleanza con i Saraceni per un futuro riscatto.
Secondo gli Annales Fuldenses si verificarono ugualmente a Roma disordini tra le opposte fazioni, durante i quali rimase ucciso il sovrastante al palazzo pontificio, Gregorio, uno dei capi del partito filogermanico e formosiano.

Non ci sono pervenute altre notizie su Marino I, se non che durante il suo breve pontificato i Saraceni incendiarono il monastero di Montecassino; sappiamo inoltre che ebbe buone relazioni con il re d'Inghilterra, Alfredo il Grande.

Morì il 15 maggio dell'884 e fu sepolto nel portico di S. Pietro.