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LEONE VIIRomano
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Leone VII, romano, probabilmente monaco benedettino, successe a Giovanni XI e fu consacrato
papa il 3 gennaio del 936.
Sotto il suo pontificato Ugo, dopo aver cercato di riconquistare il proprio prestigio, assalendo Roma, tentativo naufragato nell'epidemia che colpì l'esercito, concluse la pace con Alberico, essendo mediatore Oddone di Cluny, il grande abate riformatore del monachesimo occidentale. A pegno della pace Ugo concesse in moglie ad Alberico sua figlia Alda, che in verità il principe romano sposò perché naufragarono le sue speranze di ottenere la mano di una principessa greca. Sotto Leone VII Alberico favorì anche, fautore Oddone di Cluny, la riforma della decadente disciplina monastica benedettina finendo per apparire, come riportano le cronache del tempo, una sorta di protettore di conventi, perché alla riforma si accompagnò un'opera di ricostruzione. Così risorsero l'abbazia di San Paolo, i conventi di Sant'Agnese e Sant'Andrea a Roma e quelli di Subiaco e Nepi. Il palazzo di Alberico sull'Aventino fu donato all'abate di Cluny e trasformato in una nuova abbazia che ebbe il nome di Santa Maria. È evidente però che, in quest'opera di riforma monastica e ricostruzione di abbazie
e conventi, Alberico non agiva esclusivamente per motivi religiosi; il suo fine era quello
di scacciare dalla Campagna romana i baroni, che soggiornavano nei possedimenti conventuali,
ed i propri vassalli, che occupavano le proprietà agricole dei conventi, tutta gente che
poteva diventare per lui pericolosa, opponendo loro appunto tranquille comunità religiose.
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